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ADOLESCENTI: È ALLARME BINGE DRINKING E DRUNKORESSIA

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ADOLESCENTI: È ALLARME BINGE DRINKING E DRUNKORESSIA
In quest’ultimo periodo, complice l’allentamento delle misure restrittive dettate dalla pandemia, i ragazzi stanno vivendo una ritrovata libertà, spesso però in maniera incontrollata e pericolosa, secondo gli ultimi dati emersi. Moltissimi genitori si rivolgono alle agenzie investigative autorizzate per poter verificare la condotta dei figli fuori dalle mura domestiche, il loro rispetto delle regole e l’eventuale abuso di sostanze, come droga e alcol. I contagi da Covid-19, e nello specifico della variante Delta, stanno inoltre riguardando proprio i giovanissimi, che oltre a non essere ancora vaccinati, rispettano sempre di meno le misure di prevenzione, ed i genitori vogliono anche verificare questo importante aspetto.
Gli investigatori privati operano su più fronti per monitorare gli adolescenti, sia sul campo, pedinandoli nei loro spostamenti, e producendo foto e video che verranno consegnati ai genitori nel dossier finale, sia con delle indagini OSINT/SOCMINT online, per individuare tutte quelle pubblicazioni social riguardanti i minori, le loro abitudini, le loro frequentazioni ed i luoghi nei quali si ritrovano più spesso.
Tra le “mode” più pericolose, che stanno dilagando tra gli adolescenti, c’è il cosiddetto binge drinking, ossia una “abbuffataalcolica che prevede il consumo di cinque o più bevande alcoliche nell’arco di pochissimo tempo, allo scopo di raggiungere in maniera più rapida possibile uno stato di ubriachezza e stordimento.
A questa pratica è spesso collegata la drunkoressia, ossia l’abitudine di saltare i pasti per poter bere più alcolici senza ingrassare e avendo un effetto più forte. Anche dal punto di vista economico, i ragazzi preferiscono spendere i soldi che i genitori danno loro per acquistare degli alcolici, invece di cenare con una pizza in compagnia degli amici, ad esempio, come invece molto spesso dicono di fare, mentendo.
Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, riferiti all’ultimo anno, la consegna a domicilio di alcol ha registrato un’impennata tra il 181 ed il 250%. Secondo l’Istituto il confinamento ha giocato un ruolo importante in questa necessità di lasciarsi andare agli eccessi, causando “un incremento di consumo incontrollato anche favorito dagli aperitivi digitali e sui social”.
Nonostante la legge vieti assolutamente agli esercenti di vendere alcol ai minori, il business sembra non conoscere ragioni, e l’alcol viene venduto regolarmente ai giovanissimi. Secondo i dati del Ministero della Salute, nell’ultimo anno più di 36 milioni di Italiani hanno abusato di alcol, e nel 78% dei casi si tratta di ragazzini, dagli undici anni in su.
Il direttore dell’Unità Operativa Complessa Medicina Interna e Patologie Alcol Correlate della Fondazione Policlinico Gemelli, il Dott. Giovanni Addolorato, in una intervista a Il Manifesto spiega: “Il 60% dei ragazzi fa il binge drinking. I genitori devono sapere che l’alcol è la prima causa di morte tra i ragazzi fino a 24 anni e ha effetti tossici su organi e apparati. Fino a 18 anni l’organismo non ha ancora prodotto gli enzimi che permettono di metabolizzare e digerire l’alcol. Per questo i ragazzi non devono assolutamente bere alcolici.”
Lo stato di ubriachezza, di alterazione, rende i ragazzi più fragili e condizionabili, esponendoli al rischio maggiore di essere vittime di violenza ed abusi, oltre che di incidenti stradali.
I genitori, quindi, sono chiamati a controllare i proprio figli, anche quando non vi siano forti sospetti, per prevenire comportamenti lesivi per la salute e della propria ed altri incolumità.


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