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PERMESSI LEGGE 104: COSA SONO E COME USARLI?

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PERMESSI LEGGE 104: COSA SONO E COME USARLI?
La Legge 104/1992 è la normativa quadro in materia di disabilità. La legge prevede delle agevolazioni a favore dei beneficiari, che sono sia i portatori di handicap che i familiari che li assistono.
In base alla gravità della disabilità sono previste ulteriori agevolazioni. A tal proposito facciamo un primo distinguo tra handicap, invalidità e non autosufficienza:
•    l’handicap causa una condizione di svantaggio sociale;
•    l’invalidità causa una riduzione della capacità lavorativa;
•    la non autosufficienza causa l’incapacità di compiere gli atti quotidiani (ad es. chi non può camminare)

Ogni mese il lavoratore disabile ha diritto, alternativamente, di permessi retribuiti di:
•    3 giorni consecutivi o divisi in ore
•    2 ore al giorno se l’orario di lavoro è di almeno 6 ore al giorno.

Il lavoratore può scegliere ogni mese, se necessario, il tipo di permesso, modificando la richiesta inoltrata in precedenza. La variazione può avvenire, in casi eccezionali, anche nel corso del mese, se dovessero sopraggiungere esigenze imprevedibili, che il lavoratore è comunque tenuto a documentare.
Solitamente nei casi di lavoro part-time o di riduzione dell’attività lavorativa, i permessi devono essere ridimensionati e riproporzionati, a meno che il lavoratore non presti servizio per più della metà delle giornate lavorative settimanali, ad esempio 4 giorni su 6: in questo caso i giorni di permesso Legge 104 spettano interamente. Ma oggi, a causa della pandemia da Covid-19, il Ministero del Lavoro ha ritenuto importante che per il 2021 i lavoratori dipendenti part-time del settore privato possano usufruire integralmente dei tre giorni di permesso concessi dalla Legge 104, senza dover effettuare alcun ricalcolo.
I permessi retribuiti spettano anche ai familiari del disabile, così come al convivente more uxorio, se si tratta di lavoratori dipendenti. Il familiare non deve necessariamente essere convivente del disabile, ma garantire una assistenza adeguata e sistematica.
Può esserci un solo familiare beneficiario, ossia un referente unico, dei permessi mensili, quindi il disabile deve dichiarare all’Inps quale dei suoi familiari gli presterà assistenza. Se dovessero esserci più persone ad assistere il disabile, ognuno di loro dovrà presentare di volta in volta la domanda per il riconoscimento del permesso retribuito.
Solo i genitori del disabile grave possono beneficiare in maniera alternata dei permessi.

Come usare i permessi Legge 104?
La domanda che ci si pone più spesso è: il lavoratore che utilizza il permesso della Legge 104 deve prestare assistenza per tutta la durata della giornata o solo in corrispondenza dell’orario lavorativo?
Partiamo da un presupposto: utilizzare le giornate di permesso retribuito per scopi personali costituisce un illecito che può configurarsi anche nel reato di truffa ai danni dello Stato. Intanto tale condotta giustifica il licenziamento, perché il dipendente con la sua dichiarazione mendace rompe il vincolo fiduciario con il datore di lavoro. Oltretutto causa anche un danno economico, perché se è vero che i permessi sono retribuiti dall’Inps, è altrettanto vero che è il datore di lavoro ad anticipare l’importo, che recupererà poi con la denuncia mensile Uniemens. Il datore di lavoro ha il diritto di effettuare dei controlli difensivi, chiedendo ad una agenzia investigativa autorizzata delle indagini per monitorare la condotta del dipendente beneficiario dei permessi, procurandosi così prove dell’illecito, valide in sede di giudizio.
La Cassazione ha ultimamente dimostrato una certa flessibilità nel considerare la continuità dell’assistenza fornita al disabile, poiché è comprensibile e giustificabile che il beneficiario del permesso possa dedicare una minima parte delle giornate richieste per delle attività che altrimenti non avrebbe il tempo di svolgere, come fare la spesa al supermercato. È l’utilizzo dell’intera giornata nell’esclusivo interesse personale che è sempre contestabile, soprattutto quando i giorni vengono richiesti strategicamente, per “allungare” un fine settimana o per fare una vacanza.  
I permessi Legge 104 possono invece essere utilizzati dal dipendente disabile per motivi di svago, poiché propedeutici alla tutela della sua salute psicofisica (Cass. ord. 20243/2020).


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