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VISITE E MANTENIMENTO: NOVITÀ IN TRIBUNALE

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VISITE E MANTENIMENTO: NOVITÀ IN TRIBUNALE
Gli effetti della pandemia sulla gestione familiare sono stati argomento di discussione per molti, a partire dai genitori, che hanno subìto delle variazioni sia economiche rispetto al proprio tenore di vita, sia organizzative, per via delle restrizioni, per poter incontrare i figli.
I giudici di merito hanno quindi dovuto accogliere e rimodulare le loro richieste, soprattutto quella più ricorrente, ossia la diminuzione dell’assegno dedicato ai figli, a causa della riduzione del reddito che ha coinvolto molti lavoratori ed imprenditori.
Solitamente la richiesta di rivedere l’assegno di mantenimento prevede un iter alquanto lungo, dovendo dimostrazione la riduzione del reddito ed agire in giudizio, ma data la situazione attuale i giudici stanno agendo in maniera più tempestiva ed efficace.

Prendiamo come esempio due ordinanze (in allegato) rappresentative:

•    L’Ordinanza presidenziale 25 Giugno 2020 del Tribunale di Monza ha accolto la richiesta di un padre di ridurre l’assegno di mantenimento, poiché a causa del lockdown, aveva perso il suo principale cliente, che gli garantiva buona parte del suo guadagno annuo;
•    L’Ordinanza presidenziale del 16 Luglio 2020 del Tribunale di Terni, che tratta il caso di due ex coniugi: lei chiede l’aumento dell’assegno di 50€, lui chiede un taglio di pari importo. Infatti l’uomo si era dovuto trasferire in una casa in affitto, dopo che l’abitazione familiare era stata assegnata alla moglie, ed inoltre aveva subìto un intervento che lo aveva costretto a sospendere la sua attività lavorativa. In più la pandemia ha contribuito abbattendo il suo reddito in maniera drastica. Così il Tribunale ha accolto la riduzione dell’assegno di mantenimento, riservandosi di aumentarne l’importo se dovesse aumentare anche il reddito da lui percepito.

Ricordiamo però che se il coniuge assegnatario ha risorse patrimoniali che gli permettono di avere una stabilità economica, la situazione potrebbe ribaltarsi, e potrebbe essere lui a dover sostenere il coniuge in difficoltà, finché resta economicamente più “forte”.
Moltissimi si rivolgono, infatti, alle agenzia investigative per delle indagini patrimoniali, che possano assicurare la revisione dell’assegno, per chi lo versa, o l’eventuale ribaltamento della situazione, se il coniuge assegnatario ha un patrimonio maggiore.
Per quanto riguarda invece il diritto di visita, in questo momento storico sta causando più contrasti di quelli che normalmente, purtroppo, crea. Infatti molti genitori si sottraggono agli obblighi fissati dal giudice per il rischio salute (a volte usato anche come scusa).
Il Governo, in una faq sul sito, inserita a marzo, specifica che “gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti, in ogni caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio”. Il padre, ad esempio, autocertificandosi, può spostarsi quindi anche fuori dal suo comune di residenza.

I Tribunali italiani si sono mossi, dunque, in più direzioni.
Il Tribunale di Milano, ad esempio, con decreto 11 marzo 2020, ha ribadito che le restrizioni imposte dalla pandemia sugli spostamenti non sospendono il calendario che il giudice ha deciso in fase di separazione o divorzio, mentre il Tribunale di Bari, con i decreti 26 marzo 2020, aveva preferito sospendere le visite per tutelare il diritto alla salute. Nella stessa data, il Tribunale di Napoli, invece, si pronunciava scegliendo un compromesso: collegamenti da remoto per vedere i figli, invece della presenza fisica.

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Tribunale di Monza.pdf
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Tribunale di Terni.pdf


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