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VICINI NEMICI: LO STALKING CONDOMINIALE AUMENTA. COME DIFENDERSI?

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VICINI NEMICI: LO STALKING CONDOMINIALE AUMENTA. COME DIFENDERSI?

La pandemia ci costringe, volenti o nolenti, a trascorrere molto più tempo in casa, con un incremento delle problematiche legate alla coabitazione familiare, ma anche di quelle legate ai rapporti condominiali e di vicinato. Gli screzi tra vicini, in realtà, sono in costante crescita da molto tempo, tanto che il reato di Stalking e atti persecutori, normato dall’art. 612-bis del Codice penale, si è esteso anche al contesto condominiale, proprio perché, ad oggi, quella tra vicini è la fattispecie di stalking più diffusa (“Decreto sicurezza”, convertito con la legge 24 aprile 2009 n. 38; Cass. Pen., 25 maggio 2011 n. 20895).

Innanzitutto, quando si può parlare di stalking?

  • Quando gli atti persecutori causano alla vittima un costante e grave stato di ansia e paura;
  • Quando vi è il fondato timore per la propria incolumità e quella delle persone care;
  • Quando si è costretti ad alterare le proprie abitudini di vita per evitare o affrontare gli atti persecutori.

È recente la notizia di un pensionato veneto di più di 70 anni che negli ultimi venti anni ha “dedicato” la sua vita a perseguitare i suoi vicini di casa. Finalmente, però, la famiglia ha deciso di agire, incaricando un investigatore privato che li aiutasse nella raccolta delle prove degli atti persecutori.

Infatti, l’investigatore privato ha filmato, durante una attività di monitoraggio di alcune settimane, il pensionato mentre danneggiava la recinzione dell’abitazione dei vicini, estirpava le loro siepi, gettava dei topi morti nel loro cortile e mentre aggrediva verbalmente e fisicamente uno dei componenti della famiglia, brandendo un bastone. Solo alcuni dei dispetti che l’uomo, in venti anni, aveva inflitto alla famiglia, scatenati da una vecchia questione di confini di terreni e proprietà.

L’uomo che era stato aggredito dal pensionato ha quindi sporto denuncia, riferendo in caserma le minacce ed i danni subiti e ricostruiti anche grazie al dossier investigativo, ottenendo così un divieto di avvicinamento per il pensionato, che non potrà più frequentare gli stessi luoghi della vittima e non potrà più mettere piede nella contrada in cui entrambi vivevano.

Un altro interessante caso è quello trattato dalla Cassazione con la sentenza n. 17346 del 2020 (in allegato), che consolida l’orientamento adottato dalla giurisprudenza in materia già dal 2006, come abbiamo approfondito in un nostro recente articolo consultabile cliccando qui: per difendersi dallo stalking condominiale sono lecite le videoriprese effettuate con strumentazione propria o installata per mezzo di investigatori privati autorizzati a seguito di denuncia contro ignoti.

Nel caso di specie, una coppia di coniugi era addirittura arrivata a tentare di investire con l’autovettura il proprio vicino, perseguitandolo con minacce, insulti, dispetti, ritorsioni, fino ad occupare uno spazio comune con il loro camper, impedendo il passaggio alla vittima. L’uomo, disperato, si è rivolto a degli investigatori privati, che per raccogliere le prove degli atti persecutori hanno installato delle videocamere "dall'esterno dell'abitazione e dirette a parti di essa accessibili dall'esterno". Nella sentenza la Cassazione si è espressa ritenendo che "formidabile riscontro alle dichiarazioni della persona offesa è costituito dai contenuti della prova documentale: i DVD, con le relative trascrizioni dei dialoghi, nelle quali si confermano i numerosi insulti e le reiterate minacce poste in essere dall'imputato ai danni della vittima."

La conferma di quanto dalla stessa Corte dichiarato nella sentenza n. 26795/2006 "le videoregistrazioni in luoghi pubblici ovvero aperti o esposti al pubblico, non effettuate nell'ambito del procedimento penale, vanno incluse nella categoria dei "documenti" di cui all'art. 234 cod. proc. Pen., mentre, se eseguite dalla polizia giudiziaria, anche d'iniziativa, vanno incluse nella categoria delle prove atipiche, soggette alla disciplina dettata dall'art. 189 cod. proc. pen. e, trattandosi della documentazione di attività investigativa non ripetibile, possono essere allegate al relativo verbale e inserite nel fascicolo per il dibattimento."

Come possono intervenire gli investigatori privati, in questi casi?

  • Attività di monitoraggio e di contropedinamento;
  • Installazione di videocamere in luoghi accessibili dall’esterno;
  • Attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT per la raccolta di elementi di prova dal web: lo Stalking condominiale, nella maggior parte dei casi, viene perpetrato anche per mezzo del web.

Scarica l'allegato
Sentenza n. 17346.pdf


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