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UNIONE CIVILE ED INFEDELTÀ: CHE FARE?

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UNIONE CIVILE ED INFEDELTÀ: CHE FARE?
Nel 2016 la Legge Cirinnà ha disciplinato le unioni civili, prevedendo anche dei doveri, come quello dell’assistenza morale e materiale. Non ha però introdotto l’obbligo di fedeltà, previsto invece nel matrimonio. Cosa accade, quindi, nei casi di tradimento? Sicuramente è una situazione complicata, perché non permette al partner tradito di attribuire legalmente la colpa della fine della relazione all’altro.
Ma è possibile comunque difendere i propri diritti. Vediamo come.

Come dicevamo, l’unione civile è diversa dal matrimonio, anche se i partner hanno obblighi simili: assistere materialmente e moralmente l’altro, coabitare e contribuire ai bisogni comuni della famiglia, ovviamente in base alle proprie possibilità.
Inoltre le parti hanno il diritto di concordare la residenza comune, ricevere la pensione di reversibilità e gli alimenti in caso di bisogno, conoscere lo stato di salute dell’altro e prendere decisioni in merito etc.

Ma per quanto riguarda la fedeltà, non esiste nessun obbligo o diritto, impedendo così al partner tradito di chiedere la separazione con addebito, attribuendo la fine dell’unione al partner infedele.
Può però chiedere il risarcimento del danno, che avviene se si riesce a provare, in fase di giudizio, che l’infedeltà del partner è stata la causa della fine del rapporto e che ciò ha comportato la lesione di un diritto fondamentale, per il partner tradito, come quello della salute, per le conseguenze sulla sua integrità psico-fisica.

La salute è, infatti, un diritto costituzionalmente protetto, di cui dispone l'art. 32 Cost, e come espresso dalla Cassazione, nel caso di infedeltà va dimostrato che questa "per le sue modalità e in relazione alla specificità della fattispecie, abbia dato luogo a lesione della salute del coniuge (lesione che dovrà essere dimostrata anche sotto il profilo del nesso di causalità)" oppure che "l'infedeltà per le sue modalità abbia trasmodato in comportamenti che si siano concretizzati in atti specificamente lesivi della dignità della persona, costituente bene costituzionalmente protetto".

Il danno alla salute va dimostrato con certificati medici che attestino, ad esempio, lo stato depressivo o di stress conseguente al tradimento, che ha comportato la perdita di giorni di lavoro ed un dispendio economico per visite e cure mediche.
Il partner tradito, una volta procuratosi anche le prove dell’infedeltà subita, ad esempio affidandosi ad una agenzia investigativa, in grado di produrre legalmente materiale foto/video che dimostrino in maniera lampante il comportamento fedifrago, può quindi procedere alla richiesta di risarcimento, che verrà assegnato considerando tutti i fattori in gioco e la gravità del danno subito.
 

 


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