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TRADIMENTI E CALO DI DESIDERIO: COM’È CAMBIATA L’INTIMITÀ IN QUESTO ULTIMO ANNO?

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TRADIMENTI E CALO DI DESIDERIO: COM’È CAMBIATA L’INTIMITÀ IN QUESTO ULTIMO ANNO?
In questa fase di iniziale ripresa dal periodo pandemico si registra un notevole aumento dei tradimenti. Molti sono coloro che si rivolgono alle agenzia investigative per scoprire le relazioni fedifraghe del partner, soprattutto chi vuole procurarsi le prove dell’infedeltà del coniuge da utilizzare in sede di giudizio, nelle cause di separazione e divorzio, anche quest’ultime, purtroppo, in sostanziale aumento.
In un recente studio pubblicato su The Journal of Sex Research, consultabile qui, si è analizzato il cambiamento nel desiderio e nei comportamenti sessuali dei giovani britannici in quest’ultimo anno, durante il lockdown, ed i risultati sono molto simili a ciò che è accaduto in Italia.
Lo studio ha preso in esame 565 persone tra i 18 ed i 32 anni, reclutate attraverso un sito internet,  alle quali sono state sottoposte alcune domande relative alle attività svolte durante il lockdown, comprese quelle legate all’intimità, come la frequenza dei rapporti sessuali.
In generale si è registrata una diminuzione del desiderio sessuale, in particolare nei confronti del partner: il 25,5% degli intervistati ha smesso di avere rapporti con il partner durante il lockdown. Una coppia su tre ha diminuito notevolmente la frequenza dei rapporti.
Secondo lo studio, il calo del desiderio riguarderebbe principalmente le donne.
Il Kinsey Institute, un istituto di ricerche sulla sessualità umana dell’Università dell’indiana, ha condotto uno studio su 1559 persone, sull’impatto della pandemia sulla loro intimità, ed anche qui è emerso un calo di frequenza dei rapporti con il partner, nella metà degli intervistati. Un partecipante su cinque ha affermato di aver iniziato a fare sexting (sesso virtuale) con altre persone.
Secondo la giornalista Emine Saner, che ha approfondito sul Guardian i temi relativi alla sessualità di coppia durante il lockdown, un ruolo determinante nel calo dei rapporti è rappresentato dallo stress di dover badare ai figli, forzatamente in casa per la chiusura delle scuole, e dall’ansia per la salute dei propri familiari.
L’ansia e lo stress, infatti, hanno inevitabilmente delle ripercussioni sull’intimità, perché rendono le persone più distratte e negative, meno propense a rilassarsi, a lasciarsi andare, come affermato dalla terapista psicosessuale Kate Moyle. Secondo la Moyle, l’aver lavorato principalmente in smart working, per molte coppie, non ha significato avere più tempo per stare insieme, anche dal punto di vista fisico, ma scoprire aspetti del proprio partner irritanti. Ciò ha “disinnescato” il desiderio sessuale verso il partner, direzionandolo invece verso altre persone.
Molti hanno pensato di riallacciare i rapporti con gli ex partner, perché probabilmente sentivano in questo modo di poter avere rapporti più sicuri, essendoci una maggiore fiducia e familiarità, dato il contesto sociale.
Un consiglio della terapista Moyle alle coppie è quello di “programmare” la propria intimità, che sebbene possa sembrare poco eccitante, a primo impatto, in fondo è esattamente quello che accade nelle relazioni extraconiugali, quando gli amanti hanno solo alcuni momenti della giornata per vedersi, e devono quindi organizzarsi. Anche nella coppia, se gli equilibri sono compromessi, è importante quindi dedicarsi del tempo, ritagliandolo dagli impegni, e ritrovarsi fisicamente ed emotivamente.


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