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SMART WORKING E CONGEDI PROROGATI FINO AL 31 MARZO

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SMART WORKING E CONGEDI PROROGATI FINO AL 31 MARZO

Come disposto dal Decreto Covid (legge 221/2021) approvato il 24 dicembre 2021, lo stato di emergenza è stato prorogato fino al 31 marzo 2022. Vengono di conseguenza estese le misure che disciplinano il lavoro in questa fase, come lo smart working ed i congedi parentali.

Intanto per accedere al posto di lavoro, sia nel settore privato che in quello pubblico, sarà sempre necessario presentare il Green Pass. Sarà sufficiente anche quello emesso a seguito dell’effettuazione del tampone e sarà il datore di lavoro che dovrà verificarne la validità.

Senza il Green Pass vi sarà la sospensione dal lavoro senza retribuzione e continueranno ad essere sanzionate le aziende che non effettueranno le opportune verifiche.

Ancora possibile il lavoro in smart working in procedura semplificata, ossia senza ricorrere al contratto individuale ma con semplice comunicazione dell’elenco dei lavoratori che operano in questa modalità.

Per i lavoratori “fragili” lo smart working continuerà ad essere un diritto: è prevista l’adozione di un decreto interministeriale volto ad individuare le patologie croniche in presenza delle quali la prestazione lavorativa verrà normalmente svolta, nel rispetto dei contratti collettivi, in modalità agile. Si tratta anche di una stretta contro i “finti” lavoratori fragili in cerca di un escamotage per ottenere il diritto di lavorare da casa.

Per quanto riguarda invece i congedi parentali, vista la diffusione dei contagi, saranno fruibili i congedi retribuiti per i genitori di figli under 14 in Dad o in quarantena, mentre sono previsti congedi non retribuiti per i genitori di figli tra i 14 ed i 16 anni o con handicap grave.

L’estensione di tali misure ha reso ancora più importante l’intervento delle agenzie investigative autorizzate, poiché continuano ad aumentare gli illeciti messi in atto dai dipendenti ed i datori di lavoro hanno, dunque, la necessità di ottenere le prove valide legalmente delle condotte irregolari dei lavoratori, da produrre, se necessario, in giudizio.

Molti lavoratori, ad esempio, per evitare i controlli legati al Green Pass hanno chiesto dei permessi per malattia, come abbiamo scritto in un nostro recente articolo consultabile cliccando qui, pur essendo perfettamente sani, ed abusando, di fatto, di questo diritto.

L’abuso dei permessi per malattia integra giusta causa di licenziamento, ed una attività di monitoraggio e di pedinamento del dipendente, effettuata dagli investigatori privati incaricati, affiancata da una attività di Web Intelligence (OSINT e SOCMINT) può permettere al datore di lavoro di ottenere le prove dell’illecito.

Anche l’autonomia dello smart working ha causato un notevole aumento dei casi di infedeltà dei dipendenti, soprattutto casi di concorrenza sleale (come lo storno clienti o attività extra-lavorative in concorrenza con l’attività primaria), uso improprio dei permessi (Legge 104 o congedi), falsa malattia e falso infortunio.

Ad agevolare i controlli da parte del datore di lavoro, per mezzo di agenzia investigativa, è l’organizzazione in fasce orarie del lavoro agile, individuando gli orari lavorativi e gli orari di disconnessione, nei quali il dipendente non eroga la prestazione lavorativa.

In ogni caso, per valutare le possibilità e le modalità di controllo sui dipendenti, le aziende possono contare sulla consulenza delle agenzie investigative, che potranno suggerire ed organizzare la gestione dei controlli effettuabili in base alle esigenze del cliente, nel pieno rispetto delle normative vigenti.



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