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SEPARAZIONE: I PAGAMENTI SUI SITI DI INCONTRI POSSONO COMPORTARE L’ADDEBITO?

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SEPARAZIONE: I PAGAMENTI SUI SITI DI INCONTRI POSSONO COMPORTARE L’ADDEBITO?
La Cassazione, con Ordinanza n. 3879 (9 dicembre 2020 - 16 febbraio 2021) ha confermato il giudizio di secondo grado riferito ad una causa del 2013, che vedeva protagonista un uomo fedifrago, all’epoca poco più che sessantenne.
La vicenda ebbe inizio quando nel Luglio del 2013 la moglie dell’uomo, facendo rientro presso la loro abitazione, trovò il coniuge mezzo nudo ed accaldato, ed al piano superiore, nella loro camera da letto, la vicina di casa completamente nuda. L’evidenza di ciò che stava succedendo prima del suo arrivo fu decisamente lampante, così la moglie, due mesi dopo, temporeggiando solo perché la figlia era prossima al matrimonio, chiese la separazione.
Dopo l’episodio della vicina di casa, però, vennero alla luce altri importanti elementi a carico dell’uomo, come foto esplicite ed email confidenziali scambiate con altre donne e dei pagamenti a due siti di incontri online, nello specifico Meetic e senzapudore.it.
Ci fu quindi una sentenza di primo grado del Tribunale di Verona che accertava la separazione con addebito all’uomo confermato anche in secondo grado, grazie alle prove raccolte dalla moglie, che dimostravano non solo l'intenzione di tradire, ma anche l'effettivo tradimento avvenuto. Con l’ordinanza n. 3879 è stato altresì confermato l’assegno di mantenimento di 1000 euro mensili che l’uomo dovrà continuare a versare all’ex moglie.
Sulla vicenda, l’avvocato rotale Laura Sgrò, ha dichiarato: «C’è un orientamento della Cassazione verso il tradimento virtuale, indipendentemente dalla prova fisica. Cioè conta anche l’intenzione di tradire in un modo più consono ai tempi attuali, soprattutto dopo il lockdown».
In linea generale, il collegamento tra il tradimento e l’addebito della separazione non è però automatico. Se infatti il tradimento è avvenuto quando la coppia era già in crisi conclamata, non può certo considerarsi la causa della suddetta crisi.  
Le prove ottenute da contenuti virtuali, come appunto i pagamenti ai siti di incontri, da sole certamente non bastano per dimostrare un tradimento.
Nel processo civile vige il principio della tipicità delle prove: le prove che possono essere presentate in giudizio sono solo quelle previste dalla legge.
Possono essere prove documentali, come scritture private ed atti pubblici, o ad esempio una lettera di ammissione del coniuge infedele, firmata di suo pugno. Non viene considerata invece prova documentale una fotocopia o una semplice email non certificata, né tantomeno la stampa di una chat o di un sms. Si parla in questo caso, infatti, di “riproduzioni meccaniche” che possono avere valore di prova solo se non contestate dalla controparte.
Il report investigativo, al contrario delle altre prove prodotte in maniera non professionale, è più difficile da contestare. Facciamo un esempio: rispetto ad una foto prodotta da un privato, per la quale si può contestare il fatto che sia stata prodotta in un arco temporale diverso da quello di interesse, o che sia stata manipolata, la foto prodotta dal detective è contestualizzata nel tempo di interesse, segue una linea cronologica e dettagliata, è acquisita con strumenti idonei e quindi, in assenza di contestazioni valide, può diventare prova documentale al pari della scrittura privata.
In più la testimonianza dell’investigatore privato, in quanto osservatore oculare di quanto riportato nel report, va ad avvalorare il materiale foto e video raccolto, superando eventuali contestazioni della controparte.
Recenti sentenze (sentenza del 01/07/2015) hanno in ogni caso confermato la validità del dossier investigativo come prova sufficiente a fondare il giudizio di colpevolezza, anche senza la testimonianza del detective, quando il contenuto non viene contestato dal fedifrago.

 


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