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REVOCATO L’ASSEGNO DIVORZILE PER NUOVA CONVIVENZA E NUOVI REDDITI GRAZIE ALLE PROVE DEL DETECTIVE

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REVOCATO L’ASSEGNO DIVORZILE PER NUOVA CONVIVENZA E NUOVI REDDITI GRAZIE ALLE PROVE DEL DETECTIVE
La Corte di Appello di Roma, con la Sentenza n. 2806/2021 (in allegato) si è espressa revocando l’assegno di divorzio all’ex moglie di un uomo, per aver iniziato una nuova convivenza e per aver acquisito nuove entrate economiche.
Il ricorrente, infatti, si era rivolto ad un investigatore privato, che aveva effettuato delle indagini per dimostrare l’attuale situazione della donna, raccogliendo prove che il ricorrente ha potuto presentare in sede di giudizio, chiedendo ed ottenendo la soppressione dell’assegno divorzile.
L’investigatore privato, in casi come questo, effettua generalmente tre tipologie di indagini:
indagini patrimoniali, volte a rilevare la reale situazione economica/finanziaria dell’ex coniuge,
indagini per determinare le reali abitudini dell’ex coniuge e l’esistenza di una nuova convivenza more uxorio,
indagini OSINT/SOCMINT per raccogliere dalle fonti aperte e dai database pubblici tutte le informazioni utili all’attività investigativa.
Nel caso di specie, il ricorrente si è opposto all’obbligo di versare l’assegno divorzile perché la ex moglie conviveva da anni con quello che sarebbe poi diventato l’attuale marito. Inoltre la donna percepisce un reddito abbastanza alto da un negozio di articoli da regalo e prodotti per fumatori, che la stessa ha avviato nella città in cui vive con il nuovo marito.
La donna si è però costituita in giudizio, dichiarando che non vi è stata alcuna convivenza prima del nuovo matrimonio, e che le entrate percepite dal negozio sono di fatto di modesta entità, chiedendo quindi che le venga ancora corrisposto l’assegno divorzile.
Ma la Corte ha accolto l’appello dell’ex marito, dichiarando cessato l’obbligo di versare l’assegno con decorrenza 02/10/2015, grazie alle prove da egli presentate in giudizio, e raccolte dall’agenzia investigativa incaricata.
L’ex moglie, infatti, già da febbraio 2013 ha iniziato a percepire anche metà dell’importo del canone di locazione della casa coniugale, oltre ad aver aperto il suo negozio, ancora attivo e che ogni mese permette alla donna di incassare circa 2000 euro.
La donna ha inoltre ammesso di avere una relazione stabile dal 2009 con l’uomo che è poi diventato suo marito, e dalle indagini è emerso che i due convivevano sicuramente a partire dal 2011/2012.
Infatti, come riportato nella Sentenza: “Il sig. Me. ha documentato, tramite acquisizione e produzione in giudizio in allegato alla relazione investigativa di estratti dai siti (...) intitolati "(...)", "(...)", "(...)", "(...)" l'intrapresa convivenza in Ma. dei due presso l'abitazione del sig. Ba. fin dagli anni 2011/12. In dette conversazioni, senza alcun dubbio, la sig.ra Ro., così come sue interlocutrici, si esprimeva in modo da palesare che ella conviveva stabilmente con il suo nuovo compagno nella di lui dimora”.
Inoltre il nuovo marito della donna percepiva, nel 2014, un reddito annuo di 31.000 euro, più che sufficiente, dunque, al suo sostentamento e a quello della compagna, poi moglie.

Scarica l'allegato
Sentenza 2806.pdf


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