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REVOCA ASSEGNO DIVORZILE PER NUOVA RELAZIONE: CHE DIFFERENZA C’È TRA CONVIVENZA E COABITAZIONE?

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REVOCA ASSEGNO DIVORZILE PER NUOVA RELAZIONE: CHE DIFFERENZA C’È TRA CONVIVENZA E COABITAZIONE?

Una recente ordinanza, la n. 14151 del 2022 (in allegato) ha fornito una interessante distinzione tra convivenza e coabitazione in tema di revoca dell’assegno divorzile per l’instaurarsi di una nuova relazione stabile del beneficiario.

Per poter parlare di convivenza more uxorio è fondamentale, secondo la Corte di Cassazione, che l’ex coniuge obbligato dimostri che il beneficiario ha una relazione che preveda un supporto reciproco non solo dal punto di vista affettivo ma anche materiale, e non deve necessariamente dimostrarne la coabitazione.

Nel caso in esame la Corte d’Appello aveva rigettato la richiesta di revoca dell’assegno, trascurando, secondo la Cassazione, che il nuovo compagno era considerato, dall’ex moglie dell’obbligato, come suo fidanzato. L’uomo frequentava regolarmente l’abitazione della donna e dei suoi familiari e aveva intestato a suo nome delle utenze di energia elettrica riferite all’abitazione della donna.

La richiesta di revoca era stata respinta perché, secondo i giudici, quanto apportato dal nuovo compagno in termini economici non incideva sulla situazione reddituale della beneficiaria. Nonostante l’ex marito avesse inoltre lamentato il fatto di essere stato licenziato, quale ulteriore motivazione che gli impediva di sostenere il costo dell’assegno, i giudici hanno ritenuto ininfluente anche questa circostanza, per via della modesta entità dell’assegno da egli versato.

Ricorrendo in Cassazione l’ex marito ha sostenuto che le motivazioni suddette sono da ritenersi sufficienti per ottenere la revoca, e che spetta all’ex moglie dimostrare, semmai, che la nuova convivenza non è da considerarsi come l’instaurazione di una nuova famiglia e quindi che è ininfluente dal punto di vista reddituale.

Secondo la Cassazione, dunque, la Corte territoriale, respingendo la richiesta di revoca, aveva confuso il concetto di convivenza con quello di coabitazione. La coabitazione, infatti, è un obbligo legato al matrimonio, come da art. 143 comma 2 c.c., e non vi è alcun dato che lo stesso debba valere per la convivenza more uxorio.

Per convivenza di fatto si intende la condizione di "due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un'unione civile" (art. 1, comma 36, Legge n. 76/2016).

Non si parla, dunque, di coabitazione.

Per poter ottenere la revoca dell’assegno divorzile, quindi, non è necessario dimostrare la coabitazione, ma è fondamentale dimostrare la convivenza, ossia la stabilità della relazione, grazie all’apporto di una agenzia investigativa autorizzata, che può fornire prove determinanti in cause giudiziarie di questo tipo.

In questi casi gli investigatori effettuano delle attività di monitoraggio e di pedinamento dell’ex coniuge, affiancate da attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT, per raccogliere tutti gli elementi utili a dimostrare la stabilità e la continuità della nuova relazione, oltre ad indagini patrimoniali per rilevare la reale situazione economica/finanziaria dell’ex coniuge ed eventuali sopraggiunti interessi economici e beni condivisi con il nuovo partner.

Inoltre gli investigatori privati possono essere chiamati a deporre in Tribunale, in quanto testimoni oculari dei fatti, confermando verbalmente quanto appreso e visto nel corso delle indagini, avvalorando così quanto riportato nel report investigativo prodotto in giudizio dal cliente e contribuendo al superamento di eventuali contestazioni della controparte.

Come possono intervenire gli investigatori privati, in questi casi?

  • Attività di monitoraggio e di pedinamento dell’ex coniuge;
  • Attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT per la raccolta di elementi di prova dal web;
  • Indagini patrimoniali;
  • Testimonianza in Tribunale, per confermare quanto riportato nel Dossier investigativo, se necessario.

Scarica l'allegato
Ordinanza n. 14151 del 2022.pdf


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