ITALIANOINGLESE

Notizie
REVOCA ASSEGNO DI MANTENIMENTO: BASTANO VIAGGI E CENE PER PROVARE LA NUOVA CONVIVENZA?

Autore / Fonte:
REVOCA ASSEGNO DI MANTENIMENTO: BASTANO VIAGGI E CENE PER PROVARE LA NUOVA CONVIVENZA?

Stanno facendo molto discutere le ultime ordinanze e sentenze della Cassazione in tema di rideterminazione e revoca degli assegni divorzili e di mantenimento.

Sappiamo che uno dei motivi che portano alla revoca dell’assegno di mantenimento/divorzile è la nuova relazione more uxorio instaurata dal coniuge beneficiario. Con l’espressione “more uxorio” si intende la convivenza di fatto di due persone, senza che di tra loro ci sia il vincolo del matrimonio o dell’unione civile.

Convivenza che è differente dalla coabitazione, come più volte ribadito dalla giurisprudenza in materia e come abbiamo spiegato meglio in un nostro recente articolo consultabile cliccando qui: per poter ottenere la revoca dell’assegno non è necessario dimostrare la coabitazione, che è un obbligo legato al matrimonio, ma è fondamentale dimostrare la convivenza, ossia la stabilità della relazione.

Questo perché si presume che le disponibilità economiche dei conviventi siano messe in comune nell’interesse del nuovo nucleo familiare.

Ma per provare la convivenza, sono sufficienti le prove dei numerosi viaggi e cene fatti insieme?

A questa domanda la Cassazione ha risposto con l’Ordinanza n. 18862/2022 (in allegato), che tratta il caso di una donna che ha presentato ricorso poiché le era stato revocato l’assegno di mantenimento per via della nuova relazione instaurata con un altro uomo.

L’ex marito, nella precedente decisione della Corte d’Appello, aveva ottenuto la revoca dell’assegno da corrispondere alla moglie, poiché aveva presentato in giudizio prove dei numerosi viaggi e cene che la donna effettuava da tempo con il nuovo partner, oltre al fatto che quest’ultimo aveva sostenuto un costo di € 5000 per il tecnico incaricato di periziare la casa coniugale della donna, al fine di venderla.

La donna, però, ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando nello specifico che l’orientamento giurisprudenziale applicato all’assegno divorzile richiede, ai fini della revoca, non solo la presenza di una nuova relazione, ma l’instaurazione di un concreto progetto di vita comune e un rapporto stabile, talmente consolidato da migliorare le condizioni economiche del coniuge beneficiario, che, dunque, non necessità più del contributo dell’ex.

Secondo la Cassazione, che ha accolto il ricorso, la nuova convivenza non comporta automaticamente la revoca dell’assegno, se la convivenza non presenta, anche in assenza di coabitazione, “l’elaborazione di un diverso progetto di vita, caratterizzato dalla condivisione di nuovi bisogni, interessi, abitudini, attività e relazioni sociali, tali da comportare il superamento del modello familiare cui era improntata la pregressa esperienza coniugale, e con esso del tenore di vita precedentemente goduto.”

Nel caso di specie, questa ipotesi non è riscontrabile, poiché la donna e l’attuale partner, oltre ad avere differenti residenze (ma, come abbiamo visto, questo è irrilevante) di fatto non hanno concretizzato il loro rapporto, basato principalmente su cene, viaggi e altri scambi di favori, come il pagamento della perizia, circostanza che è stata erroneamente ritenuta rilevante, secondo la Cassazione, “senza domandarsi neppure se l’accollo di tali oneri economici costituisse manifestazione della volontà di contribuire in senso più ampio al mantenimento della ricorrente, e quale fosse l’apporto personale o economico fornito da quest’ultima a fronte di tali erogazioni”.

Per questo è fondamentale che le prove utili alla revoca dell’assegno vengano svolte in maniera dettagliata, approfondita e professionale, grazie all’intervento di una agenzia investigativa autorizzata.

Gli investigatori privati effettuano delle attività di monitoraggio e di pedinamento dell’ex coniuge, affiancate da attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT, per raccogliere tutti gli elementi utili a dimostrare la stabilità e la continuità della nuova relazione, oltre ad indagini patrimoniali per rilevare la reale situazione economica/finanziaria dell’ex coniuge ed eventuali sopraggiunti interessi economici e beni condivisi con il nuovo partner.

Come possono intervenire gli investigatori privati, in questi casi?

  • Attività di monitoraggio e di pedinamento dell’ex coniuge;
  • Attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT per la raccolta di elementi di prova dal web;
  • Indagini patrimoniali;
  • Testimonianza in Tribunale, per confermare quanto riportato nel Dossier investigativo, se necessario.

Scarica l'allegato
Ordinanza n. 18862 del 2022.pdf


Servizi associati a questa notizia

Richiedi informazioni su INVESTIGAZIONI PER PROVARE CONVIVENZA MORE UXORIO

Chiamaci