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QUANDO L'AMORE E' TROPPO LITIGARELLO.

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QUANDO L'AMORE E' TROPPO LITIGARELLO. In generale è sconsigliabile abbandonare il tetto coniugale.
Con questa espressione si intende l'allontanamento di un coniuge, con o senza figli, dalla casa familiare interrompendo così la coabitazione matrimoniale. 
E' bene ricordare che tra gli obblighi che derivano dal matrimonio è previsto quello della coabitazione.
Quindi la condotta del coniuge che abbandona il tetto coniugale senza una giusta causa - che renda l’allontanamento legittimo - è sanzionata dal Codice Civile (ex art. 143 c.c.), con il cosiddetto addebito, per violazione dei doveri coniugali e dal Codice Penale (art. 570), con la reclusione fino a un anno o con la multa da € 103,00 a € 1.032,00, per violazione degli obblighi di assistenza familiare.
Tuttavia ci sono dei casi in cui l'abbandono del tetto coniugale viene considerato legittimo.
Essi sono:
-          tutelarsi da condotte violente per la propria incolumità fisica e psichica;
-          infedeltà;
-          invadenza dei parenti;
-          mancanza di intesa sessuale;
-          comportamento dispotico del coniuge. 
Una recente sentenza (Cass. Ord. N. 7163/2016 del 12.04.2016) ha individuato un altro caso di legittimo abbandono del tetto coniugale, ovvero il conflitto permanente tra i coniugi (cioè quando i litigi sono continui e stabili), sintomo della definitiva rottura della comunione spirituale fra i due.
In sintesi è lecito allontanarsi dall’abitazione familiare prima della separazione soltanto se si è in presenza di una consistente crisi coniugale.
Infine è bene tener presente che il coniuge che ha abbandonato il tetto coniugale deve dimostrare che l’allontanamento sia avvenuto per giusta causa come conseguenza di una preesistente intollerabilità della convivenza.



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