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QUANDO IL CORTEGGIAMENTO PUO' DIVENTARE REATO?

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QUANDO IL CORTEGGIAMENTO PUO' DIVENTARE REATO?
La parola anglosassone stalking (letteralmente, 'fare la posta') qualifica un corteggiamento oppressivo e ossessivo ti carattere persecutorio.

Il reato di stalking si risolve in una serie di comportamenti che di per sé non hanno alcuna valenza criminosa, ma che la assumono proprio in quanto rivolti ad una persona che non li gradisce. Essi spesso consistono in molestie, caratterizzate da una maniacale ripetitività, tanto allarmanti ed estreme da innescare nella vittima una morsa di ansia e paura per la propria incolumità che la soffoca a tal punto da cambiare le proprie abitudini di vita.
La Corte di Cassazione nella sentenza n. 18559/2016 del 4 maggio 2016 esemplifica con un caso particolare quanto sopra esposto in linea generale.

Il caso in questione è interessante poiché rivela come un gesto che in se stesso non ha nulla di criminoso, cioè l’invio continuo di mazzi di fiori, possa integrare il reato di stalking. Ciò si è verificato poiché la donna, nonostante avesse manifestato un fermo disinteresse, si è sentita mancare di rispetto da un uomo che, non ha dato ascolto ai suoi no, si è mostrato oltremodo invadente e ossessivo. Tale corteggiamento ossessivo l’ha addirittura costretta, temendo per la propria incolumità, a trasferirsi a dormire dalla madre e ad accompagnare il figlio a scuola sotto scorta.


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