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PIENAMENTE UTILIZZABILI LE VIDEOREGISTRAZIONI IN AZIENDA

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PIENAMENTE UTILIZZABILI LE VIDEOREGISTRAZIONI IN AZIENDA
Con la Sentenza n. 476 del 28 giugno 2021 della Corte d’appello di Venezia, sezione lavoro, viene pienamente riconfermata l’utilizzabilità delle videocamere all’interno di locali aziendali, per difendere e tutelare il patrimonio aziendale, per la sicurezza del lavoro o per esigenze organizzative/produttive.
La videosorveglianza rientra infatti nei controlli difensivi che il datore di lavoro può mettere in atto anche grazie all’apporto di una agenzia investigativa autorizzata.
Se infatti il datore di lavoro ha un sospetto concreto o fondato, può installare delle telecamere all’interno dell’ambiente lavorativo, senza dover chiedere preventivamente un accordo sindacale o l’autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro.
Rivolgendosi ad una agenzia investigativa, il datore ha un’ulteriore certezza di agire nell’assoluta legalità e nel completo rispetto della normativa sulla privacy vigente, oltre ad evitare degli “incidenti di percorso” se dovesse muoversi autonomamente (ad esempio creando allarmismo nei dipendenti o agendo involontariamente in maniera errata rispetto alle disposizioni di legge).
Già a gennaio 2021 con la Sentenza della Cassazione penale n. 3255 era stata ammessa la videosorveglianza al fine di provare un illecito messo in atto da un dipendente, come accade ad esempio nei reati di furto ed appropriazione indebita.
E proprio a questo tipo di illeciti fa riferimento la Sentenza n. 476: il datore di lavoro, titolare di una casa da gioco, aveva installato un impianto di videoriprese per contestare a una sua dipendente una serie di condotte che violavano le procedure aziendali e penalmente rilevanti, ossia episodi di furto e di appropriazione indebita.
Il fenomeno dei furti in azienda è molto frequente e causa più danni di quello che si immagina. Basti pensare che negli Stati Uniti, ad esempio, mediamente i piccoli furti in azienda provocano delle perdite pari al 5% del reddito aziendale annuale e che da essi dipende il 33% dei fallimenti aziendali.
La situazione non è molto diversa in Italia. Tra le cose che vengono sottratte più spesso alle aziende vi sono le forniture d’ufficio: il 52% dei dipendenti si appropria di materiale messo a sua disposizione dall’azienda, dai piccoli oggetti di cancelleria a strumentazioni di maggior valore.
Ma ciò che viene maggiormente sottratto dai dipendenti è il tempo lavorativo, quando viene attestata la propria presenza in servizio pur essendo assenti, ed il denaro.
La sottrazione di denaro, nello specifico, riguarda tanto la sottrazione fisica di contante dalle casse, quanto le frodi finanziarie attraverso conti aziendali, false fatture e rimborsi illeciti.
Infine i dipendenti sottraggono spesso alle aziende dati commerciali, progetti, contratti etc, da trasferire a dei competitor o da utilizzare a proprio vantaggio.
Ogni tipo di furto può portare al licenziamento per giusta causa. La videosorveglianza è molto utile, in questi casi, perché il dipendente adotta delle modalità per mettere in pratica l’illecito che spesso sono nascoste e non condivise con altri, per questo difficilmente rilevabili dall’esterno. Le riprese video permettono quindi di monitorare i momenti ed i luoghi pertinenti e non eccedenti all’indagine, per poter così ottenere prove legali dell’illecito che il datore di lavoro potrà presentare in sede di giudizio.


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