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OBBLIGO DI FEDELTÀ: FACCIAMO CHIAREZZA

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OBBLIGO DI FEDELTÀ: FACCIAMO CHIAREZZA
Il matrimonio, per quanto possa sembrare “freddo” dirlo, dal momento che nella maggior parte dei casi ad unire due persone è prima di tutto l’amore, è un contratto, e come tutti i contratti implica diritti e doveri tra i coniugi.
L’articolo 143 del Codice civile spiega qual è il concetto alla base del vincolo matrimoniale:
Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione”.
L’infedeltà, quindi, non è solo un dolore spesso insostenibile per il coniuge tradito, tanto da portare alla separazione, ma una vera e propria infrazione del contratto matrimoniale. Non si tratta di una violazione di tipo amministrativo, o di un reato, ma di un illecito sanzionato dal diritto di famiglia, e le sanzioni sono principalmente due: la perdita del diritto al mantenimento e la perdita dei diritti successori in caso di morte dell’ex dopo la separazione. Non ha invece conseguenze dirette sull’affidamento dei figli o sul diritto di visita.
Nei casi in cui dovesse esserci un danno d’immagine, di reputazione, per il coniuge tradito, si potrebbe chiedere un risarcimento. (Cassazione civile sez. III, 07/03/2019, n.6598)
Al traditore, che ha causato l’insostenibilità della convivenza, come da articolo 151 del Codice civile, verrà nella maggior parte dei casi addebitata la separazione. Ma solo se il tradimento è stata la causa principale della fine del rapporto.
Infatti non è sufficiente il solo tradimento a determinare l’addebito. Sarà sempre il giudice a valutare, analizzando le circostanze e le prove prodotte dal coniuge tradito, anche tramite incarico a degli investigatori privati, se il tradimento è stato la causa reale della rottura. (Cassazione civile sez. I, 14/10/2010, n.21245)
Se infatti il tradimento è avvenuto quando il matrimonio era già in crisi, e quindi non è stata la causa scatenante della sua fine, non ci sarà l’addebito. (Tribunale Milano, 22/11/2002)
In ogni caso, l’obbligo di fedeltà decade, in fase di separazione giudiziale, già dopo la prima udienza, quando, fallito il tentativo di conciliazione, si emettono i provvedimenti provvisori, che autorizzano le parti a terminare la convivenza.
Va altresì sottolineato che per infedeltà non si intende soltanto un rapporto fisico extraconiugale, ma anche, secondo la Cassazione, un mero coinvolgimento emotivo e sentimentale con una terza persona, poiché anche questo tipo di intesa fa parte senza dubbio dell’intimità di una coppia.


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