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NUOVA CONVIVENZA: È DAVVERO COSÌ AUTOMATICA LA PERDITA DELL'ASSEGNO DIVORZILE?

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NUOVA CONVIVENZA: È DAVVERO COSÌ AUTOMATICA LA PERDITA DELL'ASSEGNO DIVORZILE? Con Ordinanza interlocutoria n. 28995 del 17/12/2020 (in allegato) si ritorna a parlare di assegno di divorzio, ed al diritto del coniuge più debole di percepirlo nonostante l’avvio di una nuova convivenza.
Le Sezioni unite dibattono da tempo sull’automatismo della perdita dell’assegno divorzile del coniuge più debole economicamente, all’instaurarsi di una nuova relazione. Questo orientamento, che era ormai considerato la prassi, viene contrastato però dai giudici della prima sezione civile, che chiedono quindi la revisione di tale provvedimento.
Secondo il loro punto di vista, infatti, la convivenza more uxorio non dovrebbe far scattare automaticamente l’annullamento dell’assegno, ma andrebbe fatta una valutazione caso per caso, considerando il contributo patrimoniale dato dai coniugi durante il matrimonio.
Questo in virtù della funzione compensativa dell’assegno, che non ha più lo scopo di garantire lo stesso tenore di vita, come deciso dalle Sezioni unite.
L’Ordinanza prende in esame il caso di una donna che ha chiesto in ricorso di conservare l’assegno di divorzio, pur avendo una nuova famiglia ed un figlio, perché durante il matrimonio aveva rinunciato ad un ruolo lavorativo dirigenziale per una importante azienda, perdendo quindi per sempre questa opportunità. L’attuale compagno, invece, è un semplice operaio, che percepisce uno stipendio standard di circa 1000€ al mese.
Secondo l’orientamento, chi sceglie di intraprendere una nuova relazione deve dare per scontato che perderà l’assegno divorzile, ma per i giudici è importante rivedere questo principio di autoresponsabilità, declinandolo in base al caso concreto, conciliando “la creazione di nuovi modelli di vita con la conservazione di pregresse posizioni, in quanto entrambi, esito di consapevoli ed autonome scelte della persona.”
Diventa ancora più importante, se la valutazione si basasse, come richiesto dai giudici, sul caso concreto, procurarsi prove decisive ed importanti che possano essere utili in sede di giudizio, garantendo agli ex coniugi di conservare l’assegno, per chi lo percepisce, o in caso contrario di non doverlo più versare, se sussistono condizioni diverse.
La raccolta di queste prove è possibile grazie all’intervento di una agenzia investigativa autorizzata, che possa effettuare indagini in ambito patrimoniale e privato, delineando un quadro completo dell’ex coniuge preso in esame, e la sua attuale situazione, in base alla quale decidere l’esito dell’assegno divorzile.

Scarica l'allegato
Ordinanza interlocutoria n. 28995.pdf


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