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NOVITÀ NELLA RIFORMA DEL PROCESSO CIVILE SU SEPARAZIONE E DIVORZIO

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NOVITÀ NELLA RIFORMA DEL PROCESSO CIVILE SU SEPARAZIONE E DIVORZIO

In tema di separazione e divorzio sono subentrate importanti novità nella riforma del processo Civile il cui iter è iniziato nella seduta del 25 novembre 2021, quando la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la legge delega al Governo n. 206/2021.

La riforma sembra raccogliere le richieste che da svariati anni provenivano dagli addetti ai lavori che gestiscono in prima persona le crisi familiari, soprattutto ai fini della nascita di un unico Tribunale per la famiglia e i minori, il quale lavorasse sulla base di un unico rito uniformato, uguale per tutti i giudizi.

Nell’ambito del Diritto di famiglia gli aspetti più rilevanti che cambieranno sono:

  • la nascita di un unico Tribunale per le persone, per i minori e per la famiglia che accorpa il Tribunale per i minorenni e prevede l’assegnazione di magistrati esperti nelle materie trattate;
  • l’introduzione di un rito unico per i giudizi in materia di famiglia, che sia più snello e preveda sempre provvedimenti provvisori ed urgenti nella fase iniziale, reclamabili dinanzi ad un organo collegiale;
  • il potenziamento della negoziazione assistita e della mediazione familiare: incentivi fiscali, trattazione da remoto e allargamento anche ai genitori non coniugati;
  • il miglioramento e l’abbreviazione delle forme di tutela per le donne ed i minori che subiscono violenza con l’obbligo di nomina di un curatore speciale a favore del minore di età (binario preferenziale per ordini di protezione in via d’urgenza, maggiore raccordo tra giudice penale e giudice civile).

Per quanto riguarda i procedimenti di separazione e divorzio, uno degli scopi della riforma sarà quello di rendere il processo molto più veloce.

Il Legislatore ha considerato la possibilità di evitare la doppia fase, presidenziale e istruttoria, concedendo la possibilità di applicare immediatamente, prima dell’udienza, provvedimenti provvisori e urgenti nell’interesse dei minori.

Se il tentativo di conciliazione alla prima udienza dovesse fallire, ci sarebbe l’intenzione di far indirizzare la coppia verso un percorso di mediazione con l’obbligo di pronunciare la sentenza sui fatti non contestati oltre che sullo status (ossia dichiarare subito la separazione dei coniugi o il divorzio).

Un’altra importante novità prevedrebbe la possibilità di introdurre separazione e divorzio in un unico giudizio.

Attualmente è possibile agire in giudizio per chiedere la separazione e, su richiesta di una o entrambe le parti, può essere emessa sentenza parziale sullo status. Successivamente è possibile chiedere il divorzio quando la sentenza che ha pronunciato la separazione è passata in giudicato e sono passati 6 mesi dalla separazione consensuale o un anno dalla separazione giudiziale.

La differenza tra i due giudizi permette il verificarsi di casi in cui separazione o divorzio siano giudicati in Tribunali diversi oltre che da Giudici diversi, allungando quindi le tempistiche.

La possibilità di proporre la domanda di divorzio al giudice della separazione eviterebbe l’instaurarsi di una seconda causa e concentrerebbe la competenza su entrambe le cause in capo ad un unico Tribunale ed unico Giudice già a conoscenza della storia familiare delle parti. Questa scelta comporterebbe un notevole risparmio in termini di tempo oltre che una diminuzione dei procedimenti nei Tribunali.

Nel caso in cui venisse permessa l’introduzione di separazione e divorzio in un’unica causa, l’atto dovrebbe contenere la doppia richiesta di separazione e divorzio ma anche una doppia linea difensiva sulle domande economiche oltre che sulle disposizioni relative ai figli.

Resta da comprendere la modalità di interconnessione delle sentenze: la pronuncia finale, infatti, dovrà prevedere condizioni temporali specifiche sulla decorrenza del successivo divorzio rispetto alla separazione e delle relative condizioni.

Certamente questa strada sembra aprire uno spiraglio verso quello che sarebbe un intervento epocale in materia: ossia il divorzio diretto, senza prima dover passare dalla separazione.

Se tutto ciò verrà confermato, sarà ancora più importante l’intervento ed il supporto delle agenzie investigative autorizzate, che possono raccogliere le prove utili alla tutela dei diritti degli ex coniugi e alla tutela dei minori attraverso delle indagini di Web Intelligence OSINT e SOCMINT, e delle indagini sul campo, tramite attività di monitoraggio e di pedinamento, qualora, come spesso accade, alcune condotte dell’ex partner possano avere delle ripercussioni sulla separazione o sul divorzio, anche nell’ottica dell’affidamento del minore. Oppure qualora sia necessario, ai fini della determinazione o rideterminazione dell’assegno di mantenimento o divorzile, ottenere le prove della situazione economica e personale dell’altro coniuge.

Come possono intervenire gli investigatori privati, in questi casi?

  • Attività di monitoraggio e di pedinamento dell’ex coniuge;
  • Attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT per la raccolta di elementi di prova dal web;
  • Indagini patrimoniali;
  • Testimonianza in Tribunale, per confermare quanto riportato nel Dossier investigativo, se necessario.


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