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NON SI TRADISCE PIÙ COME UNA VOLTA…

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NON SI TRADISCE PIÙ COME UNA VOLTA…
In un interessante articolo di Katia Regina, pubblicato da tp24, viene tracciato un piccolo excursus storico del tradimento nel tempo, attraverso i classici della letteratura, che proprio nell’infedeltà hanno trovato lo spunto per regalarci alcune delle pagine più belle di tutti i tempi.
Sicuramente un ruolo da apripista va affidato all’amore tra Elena, la donna più famosa e più bella del mondo antico, moglie di Menelao, Re di Sparta, e Paride, di cui Elena si innamora profondamente. Un tradimento che causò la Guerra di Troia, come narrato nell’Odissea.
Arriviamo poi alla Divina Commedia, all’amore che Dante racconta, con struggente bellezza, tra Francesca e Paolo, cognati e amanti, che Dante non colloca, però, nel girone dei traditori, ma in quello dei lussuriosi, come a volerli difendere dal giudizio, anche quello divino. “Galeotto fu’l libro e chi lo scrisse”, leggiamo. Perché se l’amore tra Francesca e Paolo è nato è anche “merito” di un libro da loro letto, e che parla di un altro tradimento, attraverso le avventure di Lancillotto e Ginevra.
Ma anche negli anni bui del Medioevo non sono mancate le storie di infedeltà e di amori passionali. Nel Decameron, scritto da Giovanni Boccaccio, i tradimenti narrati vengono quasi inneggiati, suggerendo anche stratagemmi per soddisfare le mogli trascurate dai loro mariti bigotti. Ricordiamo la novella narrata da Filostrato che ha come protagonista Peronella, una giovane popolana che tradisce il marito, e che viene sorpresa da lui in casa con l'amante.
Un ruolo d’eccezione, nell’infedeltà letteraria, ha senza dubbio Madame Bovary, di Gustave Flaubert, un testo che parla dell’adulterio di una moglie verso il marito, tanto che nell’anno della sua pubblicazione, il 1856, venne messo sotto inchiesta per oltraggio alla moralità, per poi essere assolto, l'anno seguente, con un clamore così grande da farlo divenire un best seller in pochissimo tempo.
Il tradimento ha ispirato moltissimi altri autori, come Tolstoj con il suo indimenticabile Anna Karenina, o Goethe con il suo Le affinità elettive, che introduce una nuova declinazione del tradimento, dettato dalla chimica, quasi inevitabile e necessario.
Ancora oggi numerose sono le pubblicazioni in tema, come ad esempio il romanzo di Andrea Camilleri, Il tailleur grigio.

Ma il tradimento come è cambiato, nel tempo?
Sicuramente, rispetto al passato, i tradimenti sono più frequenti è più facili da smascherare, non solo per l’utilizzo dei social, del telefono cellulare, o del pc, ossia di elementi che lasciano traccia dei contatti con un eventuale amante, ma anche per l’ausilio degli investigatori privati, che sono autorizzati a pedinare il partner fedifrago, producendo materiale foto/video che possa testimoniare l’infedeltà, ed utile anche in fase di giudizio. Ciò che non cambia è la drammaticità dell’evento per chi lo subisce. Anzi, oggi è ancora più traumatico, scoprire un tradimento. Perché se prima ci si sposava in età molto giovane, e si cresceva insieme, tra alti e bassi, creando uno sorta di interdipendenza, adesso la maggior parte delle coppie si sposa dopo i 30 anni, quando l’indipendenza emotiva ed economica è spesso ben delineata, quindi ci si sposa con la convinzione di aver davvero trovato la persona giusta. Quando invece si scopre che non è così, non è facile superare il dolore che questo provoca.

Immagine: Francesca da Rimini, particolare del quadro di William Dyce (1837)


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