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MINISTRA PER L’INNOVAZIONE: “SPID AI MINORI PER ACCEDERE AI SOCIAL”

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MINISTRA PER L’INNOVAZIONE: “SPID AI MINORI PER ACCEDERE AI SOCIAL”
Dopo i recenti tragici episodi che hanno visto protagonisti dei minori, vittime di alcuni dei più diffusi social network, come TikTok, e che hanno trovato anche la morte per stupide challenge ed emulazioni, il Ministero dell’Innovazione ha lanciato delle importanti proposte.
A tutela della sicurezza, infatti, la ministra per l’Innovazione tecnologica Paola Pisano ha chiesto che si utilizzasse lo Spid per accedere ai social network, proposta che è attualmente al vaglio del Garante per la privacy e dell’Autorità per l’infanzia e l’adolescenza.
Intanto il Garante ha già bloccato l’accesso a TikTok ai minori, fino al 15 Febbraio 2021, impedendo anche l’ulteriore trattamento dei dati degli iscritti per i quali non si ha certezza dell’effettiva età anagrafica, nel rispetto delle disposizioni.
Per verificare che i minori di tredici anni rispettino il divieto di iscrizione a TikTok non esiste, però, nulla di davvero sicuro, poiché, nonostante il social abbia garantito la massima attenzione ed il massimo rigore nei controlli, c’è sicuramente la possibilità di aggirare le disposizioni.
Così la proposta del ministero è sembrata fin da subito una possibile soluzione, messa in atto dall’Agenzia per l’Italia digitale (Agid), per fornire i minori di spid - quindi di identità digitali - dietro richiesta dei genitori per i propri figli, direttamente online. Al genitore, infatti, basterà entrare nell’Identity provider con il proprio Spid, dichiarando di essere genitore del minore e fornendo i dati di nascita del figlio e quelli richiesti dal Dpr 445/2000.
Lo spid sarà anonimo, e consisterà in un codice con il quale il figlio potrà accedere al servizio.
Chiaramente per fare in modo che tutto ciò possa concretizzarsi è necessario che i social si adattino a questo tipo di iscrizione, chiedendo lo spid in fase di registrazione. Non solo TikTok, all’attenzione del Garante, ma anche Facebook e Instagram.
Lo spid oltretutto potrebbe avvisare i genitori se avviene qualcosa di anomalo in rete, con degli alert nei casi in cui l’accesso venga effettuato verso siti pericolosi o non idonei.
Molti però non sono d’accordo con questa idea, perché si andrebbero a consegnare dei dati sensibili, oltretutto riferiti a minori, a multinazionali straniere, che non è detto ne tutelino realmente l’utilizzo.
In alternativa quindi gli stessi oppositori parlando di controlli tecnologici, riferiti ad una altissima profilazione, riscontri diretti sui cellulari dei genitori, ma alla base di tutto è importante educare e controllare, non distogliere mai l’attenzione, perché se tutte le tecniche esterne possono essere fallimentari, sicuramente gli occhi dei genitori possono essere una costante, immediata e utile ad evitare serie problematiche.


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