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LUDOPATIA E LICENZIAMENTO PER SOTTRAZIONE DI DENARO

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LUDOPATIA E LICENZIAMENTO PER SOTTRAZIONE DI DENARO È di questi ultimi giorni la notizia di un insegnante di musica di una scuola media di Torino che ha intascato, nel 2018, le quote degli studenti destinate a delle gite scolastiche che non sono poi state fatte.
Il denaro non è mai stato restituito agli alunni. La preside ha così voluto indagare sulla vicenda, scoprendo che l’insegnante di musica aveva trattenuto le somme di denaro, corrispondenti a 11.000 euro, per impiegarle nel gioco d’azzardo, di cui era dipendente. L’uomo ha ammesso subito la sua colpa, dichiarando di essere ludopatico, ma è stato comunque licenziato dal ministero con l’accusa di peculato.
Non è la prima volta, purtroppo, che si assiste a vicende di questo tipo.
Ricordiamo infatti l’ordinanza n. 31483/18, depositata il 5.12.2018, della Corte di Cassazione, sez. Lavoro, riguardante il caso di un dipendente di un istituto di credito, licenziato per aver sottratto delle somme di denaro, per la stessa ragione: era ludopatico. La sua dipendenza è risultata essere irrilevante nella decisione presa dalla banca per cui lavorava, confermando legittimo il licenziamento.
Il comportamento dell’impiegato, infatti, aveva reso impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro, come confermato anche dai giudici, che hanno respinto le obiezioni del lavoratore relative alla sua ludopatia, sia in Tribunale che in Corte d’appello. Nello specifico i Giudici di secondo grado affermano che è stata riscontrata «soltanto una ludopatia moderata», insufficiente a «compromettere la capacità di intendere e di volere del cassiere», che, invece, aveva dimostrato «un’apprezzabile capacità di controllo». Infatti «la condotta appropriativa veniva posta in essere in occasione di favorevoli condizioni ambientali». In sostanza, «il lavoratore non era soggetto ad alcun impulso ingestibile» e «operava nella piena consapevolezza del disvalore del suo comportamento e sulla base di una valutazione razionale. »
Altro caso che fece molto discutere è stato quello riguardante una ex dipendente di una società in house del Comune di Malè, che tra il 2011 ed il 2014 si è appropriata di ben 86.745 euro, a causa della sua ludopatia.
Tra gli 8 e i 10 milioni di persone in Italia giocano d'azzardo, mentre 1,3 milioni sono i malati di ludopatia, con una vera e propria diagnosi accertata di dipendenza patologica.
La percentuali di ludopatici è aumentata vertiginosamente durante il lockdown. Si parla di numeri allarmanti, e molto spesso i ludopatici, non potendo godere di una costante disponibilità di denaro, da “investire” nel gioco d’azzardo, si ritrova a sottrarre delle ingenti somme dalle aziende, appunto, per le quali lavorano.
Questo tipo di illeciti, e di reati, può essere prevenuto o individuato dalla aziende, grazie ai controlli difensivi effettuati dalle agenzie investigative autorizzate, per l’acquisizione delle prove da utilizzare in tutela degli interessi aziendali.


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