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LICENZIATO IL DIPENDENTE CHE VA A FARE IL DJ NEI GIORNI DI MALATTIA

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LICENZIATO IL DIPENDENTE CHE VA A FARE IL DJ NEI GIORNI DI MALATTIA
La Cassazione, con ordinanza n. 4876 del 2021 (in allegato) si è espressa sul caso di un dipendente che si era assentato più volte dal lavoro per malattia e per usufruire dei permessi Legge 104/92 (che gli spettavano per accudire la moglie disabile), ma che durante i giorni di permesso era invece solito svolgere l’attività di disc jockey. È stato dunque licenziato dall’azienda presso la quale svolgeva la mansione di guardia giurata. L’uomo aveva presentato ricorso, accettato in primo grado, ma che la Corte ha invece respinto, concordando con la datrice di lavoro e dichiarando la legittimità del licenziamento irrogato.

Rifacendosi alla numerosa giurisprudenza in materia, la Cassazione ha ribadito che “Lo svolgimento di altra attività lavorativa da parte del dipendente, durante lo stato di malattia, configura la violazione degli specifici obblighi contrattuali di diligenza e fedeltà nonché dei doveri generali di correttezza e buona fede, oltre che nell’ipotesi in cui tale attività esterna sia, di per sé, sufficiente a far presumere l’inesistenza della malattia, anche nel caso in cui la medesima attività, valutata con giudizio “ex ante” in relazione alla natura della patologia e delle mansioni svolte, possa pregiudicare o ritardare la guarigione o il rientro in servizio.” (Cass. n. 10416 del 2017, Cass. n. 26496 del 19 ottobre 2018).

Nel caso di specie, il dipendente aveva compiuto gravi scorrettezze, dimostrando di agire con premeditazione e ledendo irrimediabilmente il vincolo fiduciario con il datore di lavoro.
Nell’ordinanza vengono citati alcuni esempi, tra i quali un episodio in cui il lavoratore si era assentato per malattia, presentando un certificato medico che dichiarava un suo stato di vertigini momentaneamente invalidante, per poi essere scoperto, la stessa sera, a mettere dischi ad una festa di Halloween “in presenza di giochi di luce, ambiente caotico, assenza di sonno, elevato volume, movimenti convulsi”.

L’attività di DJ era svolta dall’uomo in modo regolare e non occasionale, visto che lo impegnava tutti i fine settimana in orari notturni e incompatibili con le mansioni da egli svolte nei turni in fascia oraria 06:00 – 14:00, potendo pregiudicare i requisiti soggettivi psico-fisici richiesti per lo svolgimento dell’attività di guardia giurata, mettendo potenzialmente a rischio la propria e l’altrui incolumità e la sicurezza dei beni sottoposti a vigilanza. I giorni di permesso venivano altresì chiesti dal lavoratore, abusandone, proprio a cavallo della turnazione 06:00 – 14:00, per “garantire la programmata prestazione di DJ nelle prime ore del mattino e sottrarsi al turno che il lavoratore avrebbe dovuto sostenere poche ore dopo”.

Il datore di lavoro ha due modi per scoprire la falsa malattia: attraverso la visita fiscale effettuata dal medico dell’ente previdenziale e tramite le indagini svolte dagli investigatori privati incaricati.

Quest’ultima possibilità è la più completa. Gli investigatori privati, infatti, monitorano e pedinano il dipendente assente, per verificare la sua condotta sia durante gli orari di reperibilità (verificando, dunque, se li rispetta o, al contrario, esce di casa) e anche dopo gli orari di reperibilità, per verificare se il dipendente compie attività incompatibili con lo stato di malattia e/o che possono compromettere o rallentare la guarigione.

A questo tipo di indagini vengono affiancate delle attività di Web Intelligence (OSINT e SOCMINT) per raccogliere elementi dell’illecito anche attraverso il web e i social media, soprattutto in quei casi - come quello trattato nell’ordinanza in esame - nei quali è plausibile supporre che esista una comunicazione online, come la promozione delle serate effettuate dal dj proprio nei giorni di permesso.

Tutti gli elementi raccolti sul web vengono cristallizzati nel tempo dagli investigatori privati tramite software specifici, che permettono di conservare le informazioni anche qualora venissero cancellate.

Le stesse investigazioni private sono utili anche nei casi di abuso dei permessi retribuiti da parte del lavoratore.

Scarica l'allegato
Ordinanza n. 4876.pdf


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