ITALIANOINGLESE

Notizie
LA CONTRAFFAZIONE PROLIFERA SU INSTAGRAM

Autore / Fonte:
LA CONTRAFFAZIONE PROLIFERA SU INSTAGRAM
Le agenzie investigative, nell’ultimo anno, registrano un picco di richieste, da parte delle aziende, di indagini per verificare e dimostrare la contraffazione dei marchi.
Come specificato nella nostra Guida pratica alla risoluzione dei casi di infedeltà aziendale, scaricabile gratuitamente cliccando qui, all’agenzia investigativa viene affidato l’incarico di individuare i soggetti e la filiera di commercializzazione, dal produttore al distributore, di beni realizzati utilizzando in modo illegittimo marchi registrati o altrui brevetti, allo scopo di raccogliere prove degli illeciti, utilizzabili in sede di giudizio.
Per poter procedere alla raccolta delle prove, gli investigatori privati effettuano delle indagini sul campo, lì dove siano presenti degli store fisici, con attività di mystery shopping e di monitoraggio, e con delle indagini OSINT, lì dove la commercializzazione dei prodotti contraffatti avvenga solo o anche online, come sempre più spesso accade.
Uno dei canali maggiormente utilizzati, per questo tipo di illecito, è infatti Instagram, che ospita oltre 56.000 account che pubblicizzano e vendono merce contraffatta. Ogni mese, in media, vengono pubblicati 64milioni di post e 1,6milioni di stories.
Questi i dati rilevati dalla società Ghost Data, che evidenzia anche un aumento dei profili su Instagram del 171% e quello dei post del 341% rispetto al 2016. I soli followers, escludendo le singole visualizzazioni, sono 20milioni di persone.
Un elemento rappresentativo di quanto la contraffazione stia popolando in maniera preoccupante la piattaforma Instagram è rappresentato dal tracciamento degli hashtag. Infatti, se vengono analizzati quelli che riguardano la moda, un hashtag su sei rimanda ad un prodotto contraffatto: il 15,5% degli hashtag.
L’analisi degli account coinvolti nella contraffazione ha fornito anche elementi relativi all’area geografica nella quale si concentra maggiormente il fenomeno, ed i falsari sembrano primeggiare in Cina con il 43%, in Russia con il 30%, ed a seguire Indonesia (13,4%), Ucraina (4,4%), Turchia (4,4%) e Malesia.
Anche il metodo di pagamento utilizzato riporta all’area asiatica, poiché quello più comune tra i falsari è WeChat Pay, in 4 casi su 10, anche se nel 35% dei casi viene utilizzato PayPal. Metodi di pagamento totalmente leciti, ma per scopi assolutamente inaccettabili.
I danni causati dalla contraffazione sono enormi, e secondo l’ultimo Global Brand Counterfeiting Report, causerebbe una perdita di ben 30,3 miliardi di dollari ai brand di lusso. Alle conseguenze sul patrimonio aziendale vanno ad aggiungersi quelle in ambito reputazionale, poiché il cliente finale, vittima della truffa, perde fiducia nel brand.
Inoltre il rischio è che la contraffazione venga in qualche modo favorita anche dai recenti aggiornamenti di Instagram, che prevede un sistema di e-commerce interno, per cui l’utente può procedere all’acquisto di un bene contraffatto in maniera rapida, senza dover uscire dalla piattaforma per completare la transazione sul sito del venditore.


Servizi associati a questa notizia

Richiedi informazioni su INVESTIGAZIONI PER VERIFICA CONTRAFFAZIONE PRODOTTI

----