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L’INVESTIGATORE PRIVATO CHE RIVELA UN TRADIMENTO COMMETTE UN REATO?

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L’INVESTIGATORE PRIVATO CHE RIVELA UN TRADIMENTO COMMETTE UN REATO?
La diffusione di notizie su qualcuno senza autorizzazione integra il reato di diffamazione. E questo vale per tutti, anche per gli investigatori privati.
Facciamo un esempio: il detective che hai incaricato per scoprire l’infedeltà del tuo partner ti dà conferma dell’effettivo tradimento, fornendoti le prove foto e video che incastrano il fedifrago. Fin qui tutto in regola. Ma cosa accade se l’investigatore privato rivela il tradimento anche ad altri, magari tuoi conoscenti, oltre a te, che sei il diretto interessato?
Sicuramente la tua reputazione, sia in ambito privato che professionale, è messa a dura prova, e la condotta dell’investigatore privato rientra a tutti gli effetti nel reato di diffamazione, così come confermato in una recente pronuncia della Corte di Cassazione a carico del titolare di una agenzia investigativa.
In questa occasione sono stati definiti in maniera più dettagliati gli elementi che configurano il reato di diffamazione in casi simili.
Quando la reputazione di una persona viene offesa a sua insaputa, comunicando delle informazioni (vere o false, non cambia) sul suo conto ad altre persone, si parla di diffamazione.
La reputazione è ciò che gli altri pensano di noi, la stima che un individuo ha all’interno del suo contesto sociale, in merito al suo decoro.
Si parla di diffamazione aggravata quando la divulgazione delle informazioni avviene per mezzo della stampa e del web, quando è volta a denigrare un’autorità politica, giudiziaria o amministrativa, o quando si attribuisce un fatto specifico ad una persona, come ad esempio attribuire una relazione extraconiugale ad una persona sposata e diffondere ad altri questa circostanza.
Non è solo il tradito, ovviamente, a subire giudizi e danni in merito alla sua reputazione, ma anche il traditore è soggetto ad un notevole disvalore agli occhi di chi è al corrente della sua condotta, con ripercussioni anche sul piano professionale e sociale. Il tradimento non rappresenta un reato in sé, né un illecito civile, ma ha comunque delle conseguenze giuridiche, perché la violazione dell’obbligo di fedeltà può causare la separazione e comportare l’addebito.
Rispondendo alla domanda specifica, dunque, anche l’investigatore privato può essere accusato di diffamazione, se comunica ad altri l’infedeltà di un soggetto sul quale indaga. L’unica persona alla quale il detective può riferire del tradimento è ovviamente il cliente che gli ha affidato l’incarico (Cass. Sent. n.33106/20 del 25 novembre 2020).
Come riportato nella Sentenza del caso preso in esame: «L’elemento psicologico della diffamazione consiste non solo nella consapevolezza di pronunziare o di scrivere una frase lesiva dell’altrui reputazione, ma anche nella volontà che la frase o la notizia denigratoria venga a conoscenza di più persone, sicché ai fini della configurabilità del reato è necessario che l’autore della frase lesiva dell’altrui reputazione comunichi con almeno due persone, ovvero con una sola persona, ma con modalità tali che detta notizia venga sicuramente a conoscenza di altri ed agisca rappresentandosi e volendo tale evento».
Per non incorrere in rischi di questo tipo, è sempre bene rivolgersi ad agenzie investigative di conclamata professionalità, che agiscono in maniera del tutto conforme alla legge e nella massima riservatezza, e non affidare le proprie esperienze ed i propri dati personali a qualcuno di cui non abbiamo la massima fiducia.


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