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L’AZIENDA RISPONDE PER LA PROPRIA EVASIONE ANCHE SE CAUSATA DAL DIPENDENTE INFEDELE?

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L’AZIENDA RISPONDE PER LA PROPRIA EVASIONE ANCHE SE CAUSATA DAL DIPENDENTE INFEDELE?
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 24046 del 30 ottobre 2020, ha respinto il ricorso di un’azienda in un caso di evasione d’imposta causata da dipendenti infedeli: è comunque l’azienda che risponde al Fisco, poiché non ha vigilato sull’operato dei propri dipendenti.

È ciò che è successo ad una società di distribuzione di carburante, che a seguito di un controllo della Guardia di Finanza risultava incassare giornalmente più di quello che veniva invece registrato.
Nello specifico venivano registrati, per ogni litro di carburante erogato, 0,02 euro in meno.

La Società ha quindi risposto di non essere a conoscenza di questa abitudine, messa in atto da due dipendenti infedeli, che avevano così sottratto delle somme di denaro all’azienda.
L’azienda, però, secondo la legge, risponde dell'operato dei dipendenti, poiché niente impediva una attività di vigilanza che ne verificasse l’operato.
È per questo che è importante effettuare dei controlli preventivi sui dipendenti, per mezzo di una agenzia investigativa autorizzata, e non richiedere l’intervento di verifica solo quando l’illecito è in atto.

La Giurisprudenza ha elaborato il concetto di controlli protettivi o difensivi proprio per la tutela del patrimonio aziendale.
La presenza di dipendenti infedeli, infatti, incide non solo sulla produttività e sull’ambiente di lavoro di una azienda, ma anche sulla sua posizione fiscale e legale.

Fonte: fiscal-focus.it


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