ITALIANOINGLESE

Notizie
L’ASSEGNAZIONE DELLA CASA RIDUCE L’ASSEGNO DI MANTENIMENTO?

Autore / Fonte:
L’ASSEGNAZIONE DELLA CASA RIDUCE L’ASSEGNO DI MANTENIMENTO?
Abbiamo già parlato della valutazione dell’attribuzione della casa coniugale per il calcolo dell’assegno divorzile in un nostro articolo consultabile cliccando qui, prendendo spunto dall’ordinanza 15773 del 23 luglio 2020.

Innanzitutto è bene ricordare che per la determinazione dell’assegno di mantenimento o divorzile e per la richiesta della sua rideterminazione, è necessario effettuare preliminarmente delle indagini investigative patrimoniali, affiancate a delle indagini sul reale tenore di vita e attuale situazione sentimentale dell’ex coniuge.

Infatti, le ipotesi che possono portare alla rideterminazione dell’assegno di mantenimento o divorzile e che possono essere dimostrate grazie all’intervento di una agenzia investigativa autorizzata sono:
  • L’ex coniuge percepisce un reddito non dichiarato, come nei casi di chi presta lavoro in nero;
  • L’ex coniuge ha intrapreso una nuova relazione more uxorio;
  • L’ex coniuge ha dichiarato, in fase di divorzio, un reddito diverso da quello effettivo.
Ma nel calcolo dell’assegno rientra l’attribuzione dell’abitazione, anche se spettante, di fatto, ai figli?

A questa domanda aveva già risposto con molta chiarezza l’Ordinanza della Cassazione n. 20858/21: “In materia di quantificazione dell’assegno di mantenimento a seguito della separazione dei coniugi, deve attribuirsi rilievo anche all’assegnazione della casa familiare che, pur essendo finalizzata alla tutela della prole e del suo interesse a permanere nell’ambiente domestico, indubbiamente costituisce un’utilità suscettibile di apprezzamento economico. Tale principio trova applicazione anche qualora il coniuge separato assegnatario dell’immobile ne sia comproprietario, perché il suo godimento del bene non trova fondamento nella comproprietà del bene, ma nel provvedimento di assegnazione, opponibile anche ai terzi, che limita la facoltà dell’altro coniuge di disporre della propria quota dell’immobile e si traduce in un pregiudizio economico, anch’esso valutabile ai fini della quantificazione dell’assegno dovuto”.

La recente Ordinanza della Cassazione n. 33606 dell’11 novembre 2021 (in allegato) ribadisce gli stessi principi: l’assegnazione della casa all’ex coniuge può giustificare la riduzione o la rivalutazione dell’assegno a carico del coniuge obbligato.
Nel caso di specie la Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso di un padre contro la sentenza della Corte d’Appello, che si era pronunciata a favore dell’affidamento congiunto dei figli, con collocamento insieme alla madre nella casa coniugale, confermando l’obbligo di mantenimento in capo al padre.

L’uomo aveva lamentato la collocazione dei figli presso la madre, ma la Cassazione, su questo punto, ha ribadito la funzione della decisione, che è quella di tutelare i figli, nel loro interesse, per garantire loro una crescita serena e stabile, respingendo il ricorso.
Sul secondo motivo di doglianza, invece, la Cassazione ha ritenuto legittimo il ricorso dell’uomo: non sarebbe stata , infatti, effettuata la revisione dell’assegno in funzione dell’assegnamento della casa alla ex moglie.

Infatti, come leggiamo nell’Ordinanza: “L’assegnazione della casa familiare è provvedimento distinto da quelli strettamente economici e viene disposta in considerazione delle esigenze della prole; tuttavia è innegabile che essa possieda anche precisi risvolti di carattere economico, laddove incide sulla disponibilità di un cespite suscettibile di essere utilizzato direttamente, con risparmio di risorse, o di generare un reddito attraverso atti di disposizione negoziale.
Tali risvolti erano più che sufficienti, almeno potenzialmente, a giustificare la revisione dell’assegno, da parte del giudice di appello, o almeno dovevano essere specificamente valutati in tale prospettiva, anche in difetto di specifico gravame.
Sussiste quindi, secondo il Collegio, la denunciata violazione dell’articolo 337 sexies c.c., che prevede che dell’assegnazione della casa familiare il giudice tiene conto nella regolazione dei rapporti economici tra i genitori, considerato l’eventuale titolo di proprietà.”

Scarica l'allegato
Ordinanza 33606.pdf


Servizi associati a questa notizia

Richiedi informazioni su INDAGINE PATRIMONIALE PER DETERMINAZIONE - RIDETERMINAZIONE ASSEGNO DI MANTENIMENTO O DIVORZILE

----