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INVESTIGAZIONI PRIVATE PER DIMOSTRARE L’ABUSO DEI PERMESSI LEGGE 104

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INVESTIGAZIONI PRIVATE PER DIMOSTRARE L’ABUSO DEI PERMESSI LEGGE 104
In Italia i beneficiari dei permessi art. 33 della Legge 104/1992 sono ben 400mila. Alcuni di loro, però, non utilizzano i tre giorni di permesso mensili per assistere il familiare disabile, ma per mere esigenze personali. Questo tipo di condotta integra un illecito, che può essere punito con il licenziamento per giusta causa del dipendente da parte del datore di lavoro e con una denuncia penale, per truffa ai danni dello Stato.

Le aziende, per tutelarsi da questo tipo di illecito, si rivolgono alle agenzie investigative autorizzate. L’utilizzo delle attività investigative per la raccolta delle prove da presentare in giudizio, come è stato ribadito in più occasioni dalla giurisprudenza in materia, è assolutamente legittimo, perché il controllo del dipendente è effettuato fuori dell’orario di lavoro e in un periodo di sospensione della prestazione lavorativa (Sentenza 251 del 31 gennaio 2020 della Corte di appello di Bari).
Non si tratta, quindi, di un controllo dell’adempimento della mansione lavorativa e prescinde quindi gli obblighi degli articoli 2 e 3 dello Statuto dei Lavoratori.
L’assenza del dipendente per i giorni di permesso Legge 104 deve essere necessariamente in relazione causale con lo scopo di assistenza al disabile per il quale il permesso è stato concesso. Lo ribadisce l’Ordinanza della Cassazione n. 28606 del 18 ottobre 2021 (in allegato).

Il dipendente che utilizza questi giorni per effettuare attività diverse e meramente personali, integra l’abuso del diritto, violando i principi di correttezza e buona fede nei confronti del datore di lavoro (e dell’ente assicurativo) giustificando, appunto, il licenziamento per giusta causa. Mediante un monitoraggio del dipendente da parte degli investigatori privati è possibile accertare la realtà dei fatti e provare eventuali inadempimenti. Il tutto cristallizzato mediante report fotografico e video che potrà essere confermato dallo stesso investigatore, tramite testimonianza, in sede di possibile contenzioso.

Nel caso di specie, il dipendente, invece di assistere il familiare disabile, aveva aiutato la moglie nel negozio di cui è titolare, dedicando all’assistenza del disabile meno di un’ora. Il dipendente era stato dunque licenziato, ma aveva presentato ricorso, che la Cassazione ha però respinto, confermando il provvedimento disciplinare per la lesione del vincolo fiduciario con il datore di lavoro.

Il permesso 104 non ha una funzione compensativa o di ristoro delle energie impiegate dal dipendente per l’assistenza al disabile, e comporta un sacrificio organizzativo per il datore di lavoro giustificabile solo in presenza di esigenze riconosciute dal lavoratore e dalla coscienza sociale meritevoli di tutela”.
Secondo l’Ordinanza “in tema di congedo straordinario ex art. 42, comma 5, del d.lgs. n. 151 del 2001, che l’assistenza che legittima il beneficio in favore del lavoratore, pur non potendo intendersi esclusiva al punto da impedire a chi la offre di dedicare spazi temporali adeguati alle personali esigenze di vita, deve comunque garantire al familiare disabile in situazione di gravità di cui all’art. 3, comma 3, della l. n. 104 del 1992 un intervento assistenziale di carattere permanente, continuativo e globale.” (Cass. n. 19580/2019 cit.)

L’assistenza al disabile, infatti, può essere prestata in diverse modalità, ad esempio svolgendo incombenze amministrative nell’interesse dell’assistito, e quest’ultimo non deve necessariamente convivere con l’assistente, requisito superato dall’articolo 20, comma 1, della legge 8 marzo 2000, n. 53 a condizione, però, che sussista la continuità e l’esclusività dell’assistenza.

Per verificare, dunque, condotte estranee e incompatibili con l’assistenza al disabile ed il venir meno del nesso causale tra assenza dal lavoro ed assistenza, come abbiamo visto, è necessario svolgere dei controlli investigativi su quei dipendenti che ne beneficiano, probabilmente, per altri scopi.

Scarica l'allegato
Ordinanza 28606.pdf


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