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INTELLIGENZA ARTIFICIALE: IL GARANTE BLOCCA CHATGPT

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INTELLIGENZA ARTIFICIALE: IL GARANTE BLOCCA CHATGPT

Negli ultimi anni l’Intelligenza Artificiale ha iniziato a ricoprire un ruolo importante nella nostra società.

Le sue applicazioni hanno raggiunto tantissimi campi, compresi quelli che hanno a che fare con il mondo del Web.

Ne sono un esempio il generatore di immagini DALL·E e la chatbot ChatGPT.

ChatGPT è il più noto software di intelligenza artificiale relazionale in grado di simulare ed elaborare le conversazioni umane.

Gli utilizzi di ChatGPT possono essere molteplici.

Vediamone alcuni:

 

  • Assistenza automatizzata — l’algoritmo di ChatGPT è in grado di generare risposte automatiche in una conversazione con un utente umano e di rispondere utilizzando un linguaggio alquanto naturale.
  • Generazione di testo — vista la sua capacità di generare testo in modo autonomo, può essere impiegato per redigere descrizioni di prodotti, post per social network, articoli di giornale, e-mail, copioni di video e simili.
  • Riepilogo automatico — la sua capacità di apprendimento e comprensione del testo lo rende adatto per riassumere lunghe conversazioni e documenti autonomamente, cosa che può tornare utile a studenti e professionisti che hanno la necessità di ricavare informazioni riassuntive da un testo lungo.
  • Traduzione automatica — è in grado di tradurre il testo di “partenza” in molteplici lingue in modo del tutto automatico.
  • Generazione di codice — è in grado di generare script e righe di codice in diversi linguaggi di programmazione.

A seguito di una perdita di dati nel 2020, il Garante per la protezione dati personale ha disposto una limitazione provvisoria del trattamento dei dati degli utenti italiani. La perdita di dati (data breach) ha riguardato le conversazioni degli utenti e le informazioni relative al pagamento degli abbonati al servizio a pagamento.

In questo provvedimento il Garante rileva la mancanza di un’informativa agli utenti e a tutti gli interessati i cui dati vengono raccolti da OpenAI. Soprattutto, viene rilevata la mancanza di una base giuridica che autorizzi la raccolta e la conservazione massiccia di dati personali, allo scopo di addestrare gli algoritmi sottesi al funzionamento della piattaforma.

È importante sottolineare che non sempre le informazioni fornite da ChatGPT corrispondono al dato reale e questo porta quindi a un trattamento dei dati inesatto.

La raccolta realizzata illecitamente riguarda non solo una quantità enorme di informazioni acquisite dal web, ma anche i dati personali degli utenti, molti dei quali sono dei minori, incuriositi dall’intelligenza artificiale e dalla possibilità di creare testi ed immagini con pochi clic.

Nonostante il servizio sia rivolto ai maggiori di 13 anni, ChatGpt non ha un sistema di filtri per la verifica dell'età. Dunque, l’assenza di filtri per la verifica dell’età degli utenti espone i minori a risposte assolutamente inidonee rispetto al loro grado di sviluppo e autoconsapevolezza.

Per questo, i rischi che i minori corrono sono molteplici. Un aspetto che non può essere sottovalutato riguarda le ripercussioni che il virtuale ha inevitabilmente sulla vita “reale”. È fondamentale, quindi, che i genitori, incaricando un’agenzia investigativa autorizzata, controllino i propri figli.

Per essere certi che non vi siano gravi conseguenze derivanti dalla diffusione dei dati del minore online e dei suoi familiari, è importante intervenire al primo segnale di pericolo con delle indagini di web intelligence, o richiedere agli investigatori privati delle verifiche costanti per monitorare il comportamento del minore online, prevendendo, così, ogni tipo di problematica.

Gli investigatori preposti a questo tipo di indagine hanno il know-how e le caratteristiche necessarie per monitorare dall’interno gli ambienti fisici e virtuali frequentati dai ragazzi, ottenendo informazioni più dettagliate e carpendo al meglio abitudini e codici comportamentali.

Come possono intervenire gli investigatori privati, in questi casi?

  • Attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT per la raccolta di elementi di prova dal web;
  • attività di pedinamento e di monitoraggio del minore, per verificare la sua condotta e le sue frequentazioni fuori dalle mura domestiche;
  • attività di Computer Forensics, per l'estrazione e la conservazione dei dati digitali.


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