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INGIUSTO PROFITTO E INGANNO AMMINISTRAZIONE STATALE: dipendente in malattia lavorava come dentista.

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INGIUSTO PROFITTO E INGANNO AMMINISTRAZIONE STATALE: dipendente in malattia lavorava come dentista. La Corte di Cassazione – Seconda Sezione Penale con la sentenza n. 17423-19 ha condannato il dipendente pubblico a dieci mesi di reclusione e 300 Euro di multa (pena sospesa), per avere durante il periodo di malattia, lavorato presso uno studio odontoiatrico.
 
Il dipendente pubblico si assentava dal lavoro producendo certificati medici attestanti uno stato di salute tale da non consentire di recarsi al lavoro, presso il Tribunale di Trapani; tuttavia, durante i giorni di malattia, si recava presso un studio odontoiatrico dove svolgeva l’attività di medico dentista, senza abilitazione.
Il dipendente infedele continuando a percepire gli emolumenti perseguiva un ingiusto profitto per complessivi Euro 2.334,41.
 
L’accertamento della condotta irregolare consistente nello svolgimento della professione abusiva durante lo stato di malattia è stato svolto mediante attività investigativa.
 
La Corte d’Appello ha stabilito che, “ai fini della configurabilità dell’induzione in errore e, quindi, della truffa non era rilevante l’esistenza di una pregressa patologia (di natura psichiatrica, perché l’artificiosa alterazione della realtà era consistita nella reiterata rappresentazione di una condizione patologica tale da impedire all’imputato la prestazioni del lavoro, mentre in realtà quello svolgeva attività lavorativa altrove, così dimostrandosi che la patologia sofferta non impediva l’attività lavorativa, per come falsamente rappresentato”.
 
Sempre più spesso i dipendenti si assentano dal posto di lavoro assumendo di avere patologie di natura psichiatrica - come la depressione -  quindi difficilmente verificabili da parte delle aziende.

Tuttavia la giurisprudenza di legittimità in diverse occasioni ha affermato che se il soggetto svolge attività lavorativa altrove, durante il periodo di malattia, allora può di conseguenza svolgere il proprio lavoro.

Questo comportamento scorretto, rilevante anche penalmente, viene accertato mediante attività di monitoraggio, da parte di agenzia investigative, mediante controlli difensivi che possono durare anche per tutto il periodo indicato sul certificato di malattia.

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Corte_Cassazione_ 17423_2019.pdf


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