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INFEDELTÀ: PERCHÉ SPESSO SI HA PAURA DI LASCIARE CHI CI HA TRADITI?

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INFEDELTÀ: PERCHÉ SPESSO SI HA PAURA DI LASCIARE CHI CI HA TRADITI? In una lettera indirizzata ad Ester Viola, su iodonna.it, si affronta il tema del tradimento, e nello specifico della paura di lasciare chi ci ha tradito.
A scrivere è una signora di circa 50 anni, che per anni ha vissuto con un marito immaturo, un eterno Peter Pan, il tipico uomo che sfugge dalle responsabilità.
Durante un brutto periodo, vissuto dalla donna, a causa di un grave problema di salute, che le causava anche attacchi di panico, lui si è “consolato” con una collega, portando avanti la relazione per due anni, accusando la moglie di essere la causa di tutto.
Ma tutte le persone intorno alla moglie le consigliavano di non lasciarlo, di andare comunque avanti per i figli, visto che l’uomo provvedeva a mantenere la famiglia con il suo lavoro.
Ma davvero bisogna rinunciare alla propria felicità per quieto vivere? Perché esiste questa mentalità?
I meridionali sicuramente sapranno chi sono le “commari”, ossia le amanti “istituzionalizzate”. Fino a poco tempo fa il marito tradiva la moglie con un’altra donna (la commare, appunto) ed era considerato normale, ovvio, noto a tutto il paese. La cosa non costituiva un problema nemmeno per la moglie.
Ancora oggi le donne fanno i conti con questa mentalità retrograda, serva del patriarcato, per la quale deve andare bene tutto, se l’uomo ha altre relazioni.
Ma non si dovrebbe accettare un simile comportamento. Intanto perché una persona, una donna, non è felice solo in coppia, soprattutto se l’altra persona la fa soffrire. Se da una parte, oggi, si sente più forte la spinta di una rivalsa, di un allontanamento, dopo un tradimento, c’è una parte di noi ancora legata al quieto vivere che citavamo prima, preferendo spesso l’ipocrisia di portare avanti un matrimonio ormai segnato al coraggio di porvi fine.
Questo spesso vale anche per gli uomini, che non hanno il coraggio di ricostruire la propria vita, e si “tengono” ciò che hanno.
È importante, sempre, conoscere la verità, procurarsi le prove del tradimento, tramite agenzia investigativa, e tutelarsi, anche legalmente. Perché in questo modo si ha davvero la possibilità di scegliere se chiudere definitivamente, difendendo i propri diritti e le proprie ragioni, o se perdonare, con la consapevolezza concreta di quelli che sono i fatti.
Prima di decidere di “sopportare” è fondamentale capire cosa si vuole davvero.


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