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IL DOLORE E LA LESIONE DELLA DIGNITÀ DEL TRADITO POSSONO ESSERE RISARCITI?

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IL DOLORE E LA LESIONE DELLA DIGNITÀ DEL TRADITO POSSONO ESSERE RISARCITI?
Abbiamo già trattato, in precedenza, il tema del risarcimento dei danni causati dall’infedeltà coniugale, in un articolo consultabile cliccando qui.
Una recente ordinanza della Cassazione, la n. 26383/20 (in allegato) ha ribadito e fatto ulteriore chiarezza su quanto già più volte affermato dalla giurisprudenza in materia: “la natura giuridica del dovere di fedeltà derivante dal matrimonio implica che la sua violazione non sia sanzionata unicamente con le misure tipiche del diritto di famiglia, quale l'addebito della separazione, ma possa dar luogo al risarcimento dei danni non patrimoniali ex art. 2059 c.c., senza che la mancanza di pronuncia di addebito in sede di separazione sia a ciò preclusiva, «sempre che [tuttavia] la condizione di afflizione indotta nel coniuge superi la soglia della tollerabilità e si traduca, per le sue modalità o per la gravità dello sconvolgimento che provoca, nella violazione di un diritto costituzionalmente protetto, quale, in ipotesi, quello alla salute o all'onore o alla dignità personale»” (vd. Cass. n. 6598 del 2019; anche n. 18853 del 2011).

Tuttavia, nel caso di specie, il risarcimento chiesto per lo stato depressivo del ricorrente, causato dalla fine del suo matrimonio, è stato rigettato perché il coniuge tradito non aveva “provato il danno ingiusto e il nesso causale con una condotta illecita della moglie”, pur essendole stata addebitata la separazione. Secondo i giudici, infatti, il suo stato era riconducibile più alla separazione che al tradimento subito in sé.

L’aspetto del risarcimento danni, evidentemente, è spesso sottovalutato dal coniuge tradito e non sufficientemente provato, o comunque non tutti sono al corrente di questa possibilità di tutelare i propri diritti, anche quelli costituzionalmente protetti, come, appunto, quello della salute e della dignità.

Rivolgersi agli investigatori privati, quando si sospetta o si è al corrente dell’infedeltà del coniuge, è fondamentale sia per ottenere le prove che possono servire ad addebitare la separazione al traditore, sia per raccogliere le prove della sua condotta, che può essere lesiva dell’immagine e della reputazione del coniuge tradito.

Gli investigatori privati svolgono le indagini sul campo, con delle attività di monitoraggio e pedinamento del coniuge traditore, e online, attraverso delle attività di Web Intelligence (OSINT e SOCMINT) perché gli elementi utili a dimostrare il tradimento e la conseguente lesione della reputazione del tradito possono essere anche raccolti dal web, in particolare dai social network.

Le prove dell’infedeltà, dunque, non devono solo essere sufficienti a dimostrare l’effettiva sussistenza della relazione extraconiugale, ma anche le modalità con le quali la stessa di consuma e si concretizza.
Di certo un tradimentodiscreto” è ben diverso da un tradimento consumato alla luce del sole o che è oggetto di pettegolezzi e maldicenze. Molti traditori non hanno scrupoli e non sono certo attenti alla tutela della privacy del coniuge tradito. Basti pensare che nella maggior parte dei casi le relazioni adulterine sono di pubblico dominio, e l’unica persona che è all’oscuro di tutto sembrerebbe essere proprio il tradito.

Molti frequentano locali, ristoranti e bar della propria città con l’amante, scambiando effusioni e condividendo amicizie e conoscenze. Addirittura c’è chi (purtroppo in tanti) accoglie l’amante nell’abitazione coniugale quando l’altro coniuge non c’è, senza preoccuparsi di chi assiste - come i vicini di casa - alle entrate ed uscite sospette di una persona diversa dal coniuge, negli orari più improbabili.

Molti traditi, inoltre, hanno gravi ripercussioni sul loro stato di salute, come abbiamo visto, ad esempio forti depressioni che possono essere dimostrate in Tribunale con certificati medici e perizie.

Tutte le prove raccolte nel dossier investigativo ed eventuali certificazioni, vengono, quindi, prodotte in giudizio per denunciare la lesione dei diritti costituzionali, e “la sussistenza di tale condizione in concreto costituisce oggetto di accertamenti e valutazioni di fatto riservate al giudice di merito” che, se riterrà le prove idonee, si pronuncerà a favore del coniuge tradito che ha chiesto il risarcimento danni.

Scarica l'allegato
Ordinanza n. 26383 del 2020.pdf


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