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IL CONIUGE INFEDELE HA SEMPRE DIRITTO A VEDERE I FIGLI?

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IL CONIUGE INFEDELE HA SEMPRE DIRITTO A VEDERE I FIGLI?
Nei casi di separazione e divorzio gli investigatori privati ricoprono un ruolo determinante, poiché sono autorizzati legalmente a raccogliere le prove utili ai coniugi che affrontano questo momento, ed in base al caso specifico contribuire alla tutela dei loro rispettivi diritti.
Nei casi di infedeltà, ad esempio, le prove raccolte dagli investigatori privati, relative al tradimento di uno dei due coniugi, possono determinare l’addebito della separazione.
Ma può il risentimento del coniuge tradito legittimarlo ad impedire l’incontro tra i figli ed il coniuge traditore?
Secondo la Corte di Cassazione no. Questa la decisione presa recentemente, con sentenza n. 22086/2021 (in allegato) dalla Cassazione. La pronuncia è riferita alla richiesta di annullamento di una precedente sentenza, nella quale veniva assolto un uomo dal reato di sottrazione di persone incapaci (art. 574 c.p.) per aver impedito alle figlie di vedere la madre che lo aveva tradito.
Occorre quindi decidere nuovamente sulla vicenda, per la quale è stato richiesto un rinvio ad altra sezione della Corte d’Appello.
L’uomo, che condivideva con la madre delle bambine la responsabilità genitoriale, aveva ostacolato gli incontri tra la donna e le figlie adducendo come giustificazione il fatto che le bambine non avessero alcun interesse nell’incontrarla. Ma durante la procedura era invece emerso che la condotta ostile delle bambine era dovuta al comportamento del padre, che aveva assunto un atteggiamento doloso con lo scopo di allontanare le figlie dalla madre.
Inoltre l’uomo, avendo scoperto il tradimento della moglie, non solo le aveva negato gli incontri con le figlie, ma le aveva anche negato ogni forma di aiuto, costringendo la donna ad allontanarsi per cercare un alloggio da un posto all’altro, causandole un’ulteriore difficoltà nell’incontrare le bambine.
Se uno dei coniugi volesse l’affidamento esclusivo dei figli, dovrebbe dimostrare, tramite gli investigatori privati incaricati, la sussistenza della condizioni che determinano l’allontanamento dall’altro genitore, se si tratta però di condotte che possono arrecare danno ai minori.
La legge 54/2006 prevede infatti che se si verificano gravi mancanze da parte di un genitore, il giudice “può disporre l’affidamento dei figli ad uno solo dei genitori qualora ritenga con provvedimento motivato che l’affidamento all’altro sia contrario all’interesse del minore” (Art. 155 bis del c.c.).
Le prove dell’inadempienza dei doveri genitoriali devono essere tangibili ed incontestabili, ed è per questo che ci si rivolge alle agenzie investigative.
Gli investigatori privati possono infatti intervenire in diversi aspetti, come:
•    La verifica dei luoghi e degli ambienti nei quali vive il minore quando è con il genitore affidatario, le persone con le quali entra in contatto e le condotte contrarie alla sua tutela psicofisica;
•    La verifica della moralità e dello stile di vita del genitore affidatario, la sua affidabilità e l’abuso di eventuali sostanze.
L’affidamento esclusivo è dunque una situazione eccezionale, perché solitamente si propende per l’affidamento condiviso, ma se la condizione del minore  è particolarmente grave, il dossier investigativo può far emergere la verità ed il genitore che ha chiesto l’affido potrebbe ottenerlo.

Scarica l'allegato
Sentenza 22086.pdf


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