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I FURBETTI DEL CARTELLINO

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I FURBETTI DEL CARTELLINO Conosciamo oggi quanto è stato portato alla luce dalla maxi operazione Stachanov, cominciata nel 2013 dalla procura di Imperia e coordinata dal sostituto procuratore di Imperia, Maria Paola Marrali, dopo le segnalazioni dell’allora sindaco, Maurizio Zoccarato.
Le Fiamme Gialle hanno dimostrato che una cospicua parte dei dipendenti comunali adattava illecitamente gli orari e la presenza sul posto di lavoro alle proprie esigenze personali. Infatti i dipendenti assenteisti timbravano il cartellino e poi si allontanavano dal posto di lavoro oppure affidavano il badge a un collega compiacente o ancora omettevano di timbrare in caso di ritardo ingiustificato o di uscita anticipata.C’è il dipendente che ha appena firmato e poi se ne va in canoa, cosa di cui tra l’altro su vanta sui social (e si scopre che in quel giorno s'è pure segnato qualche ora di straordinario), c’è la dipendente che, andata a far la spesa, entra con la borsa piena di patate, timbra ed esce subito dopo. C’è il vigile urbano, custode dell’anagrafe, che, in mutande e ciabatte, timbra frettolosamente il cartellino e poi torna a farsi gli affari propri. "C’è l’uomo che timbra quattro cartellini, uno dopo l’altro, e chi invece timbra e poi va a aprire il chiosco dei fiori della moglie. C’è anche chi timbra alle 8,20 e poi se ne va, e torna in tempo solo per passare il cartellino dell'ora di uscita. E c’è anche chi, pur non lavorando affatto, ha reclamato qualche decina di ore di straordinario: come il messo addetto alle notifiche, che, nel giorno di Pasqua, si è segnato 10 ore extra".
Le indagini, portate avanti anche attraverso pedinamenti e sistemi di videosorveglianza per controllare la condotta dei dipendenti, sono state complesse perché il Comune di Sanremo ha 528 dipendenti dislocati su 21 sedi distanti tra loro e perché c’è la possibilità di timbrare l’entrata in una sede e l’uscita in un’altra, a prescindere da dove si presta servizio.
Sono risultate irregolari 195 persone, cioè il 72% di quelle controllate. Di questi 195 indagati, 35 sono agli arresti domiciliari, 8 hanno l’obbligo di firma e 75 hanno ricevuto l’avviso di conclusione indagini. Per loro le accuse sono di truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, falso in atto pubblico in relazione a casi di assenteismo  e indebito utilizzo del cartellino identificativo.
Situazioni come queste si verificano nella maggior parte delle aziende pubbliche e private che contano un numero elevato di dipendenti. Gli strumenti per tutelarsi esistono e si chiamano AGENZIE INVESTIGATIVE. Purtroppo molti tra HR e Amministratori ignorano questa soluzione.


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