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GIOVANI SEMPRE PIÙ A RISCHIO: AUMENTA IL CONSUMO DI DROGHE E DIMINUISCE L’USO DELLE MASCHERINE

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GIOVANI SEMPRE PIÙ A RISCHIO: AUMENTA IL CONSUMO DI DROGHE E DIMINUISCE L’USO DELLE MASCHERINE
È di questi giorni il lungo messaggio su Facebook del sindaco di San Severo, Francesco Miglio, sul tema delle responsabilità dei giovani e delle loro famiglie.
Nel suo post il sindaco esorta tutti a controllare i propri figli, ad essere più severi nel negare loro pericolose passeggiate di gruppo. Perché le stesse persone che esortano le istituzioni a fare più multe a chi non rispetta le restrizioni, hanno spesso figli che vanno in giro senza indossare la mascherina, salutando gli amici con baci e abbracci, per poi recarsi, chissà, a casa dei nonni, mettendo in serio pericolo la loro salute.
Sebbene in toni accesi e per alcuni discutibili, quello del sindaco Miglio è uno spaccato reale di ciò che accade quotidianamente.  
I ragazzi più giovani sono per loro natura ribelli, non temono i pericoli, per cui per loro la mascherina è solo un fastidio, un impedimento, e non uno strumento di difesa, di tutela.
Molte istituzioni si sono mobilitate per sensibilizzare l’uso della mascherina da parte dei ragazzi. Citiamo ad esempio la campagna "Metti la mascherina e stacci dentro" promossa dal Comune di Bologna, o il coinvolgimento di noti influencer come Chiara Ferragni e Fedez, da parte del Presidente del Consiglio, perché diffondessero informazioni sull’importanza di indossare la mascherina.

Allo stesso tempo, la precarietà della situazione che i ragazzi vivono, la confusione e la paura che quotidianamente assorbono dall’ambiente circostante, li porta a cercare vie di fuga. Ed infatti vediamo, da marzo ad oggi, un’impennata dei casi di intossicazione per droga, quattro volte superiori rispetto all’anno precedente, nello stesso periodo, secondo l’Istituto Superiore di Sanità.
Sono state identificate ben 33 nuove sostanze psicoattive, che si vanno ad aggiungere alle droghe già note (cannabis, cocaina, eroina, anfetamina etc) ed all’alcool, più facilmente reperibile, amplificando in maniera spaventosa il range di scelta. Molti ragazzi hanno iniziato ad abusare di sostanze proprio con l’arrivo del primo lockdown, fino ad oggi, per sopportare l’isolamento, la paura, l’inadeguatezza, ottenendo però, a lungo andare, l’effetto contrario.
Per questi motivi, la scelta di rivolgersi ad una agenzia investigativa che possa intervenire nel controllo dei giovani fuori dalle mura domestiche, per testimoniare il loro comportamento, le loro frequentazioni, le loro abitudini, è per i genitori una scelta risolutiva, che andrebbe presa già ai primi segnali di allarme: i cambiamenti eccessivi d’umore, la presenza di oggetti riconducibili all’uso di sostanze, l’incapacità di seguire i regolari ritmi sonno-veglia, mancanza di interessi e di impegno.
Prima di intervenire con reazioni drastiche che possano far reagire i propri figli in maniera ancora più estrema, è meglio assicurarsi di essere a conoscenza di tutta la verità, grazie alle prove ottenute dalle indagini.


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