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FURTO DEL DIPENDENTE IN AZIENDA: COME COMPORTARSI?

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FURTO DEL DIPENDENTE IN AZIENDA: COME COMPORTARSI?
Si parla in queste ore dell’incremento dei furti in azienda da parte dei dipendenti, dopo l’ennesimo caso che ha visto protagonista una nota azienda di cosmetici, derubata da un dipendente infedele di una quantità di prodotti del valore complessivo di circa 50.000 euro.
Secondo alcune recenti statistiche circa il 30% dei dipendente deruba la propria azienda, ed il 60% lo farebbe se ve ne fosse l’occasione o la “motivazione”.

Due aziende su dieci, ogni anno, chiudono per colpa dei furti dei dipendenti.

Come comportarsi in questi casi?
L’intervento degli investigatori privati è spesso fondamentale, perché le indagini possono supportare il datore di lavoro in tutte le fasi e gli aspetti di questo fenomeno.
Intanto è importante circondarsi di collaboratori affidabili, selezionati sulla scorta delle loro competenze e della loro credibilità, ed in questo le agenzie investigative possono intervenire con delle indagini pre-assuntive, permettendo così al datore di scegliere in partenza i candidati più affidabili ed in linea con le policy aziendali.

Durante il rapporto di lavoro, invece, è buona prassi, soprattutto nel retail, GDO, concessionarie e franchising, ma anche per gli e-commerce, richiedere agli investigatori delle attività di Mystery Shopping: comportandosi come semplici clienti, ma con esperienza e tecniche tali da notare ogni dettaglio, gli investigatori si recano nei punti vendita, nei concessionari, o sui siti indicati dall’azienda che conferisce il mandato, al fine di verificare l’intero processo di vendita, il rispetto delle policy ed eventualmente la messa in atto di illeciti da parte dei lavoratori, producendo le prove utili per dimostrarli.

Se invece dovesse esserci il fondato sospetto che l’illecito venga effettivamente consumato dal dipendente, è possibile intervenire in diversi modi, in base alla circostanza, ed in linea di massima le indagini effettuate sono:
  • monitoraggio e pedinamento del dipendente infedele;
  • attività di Web Intelligence (OSINT e SOCMINT) per monitorare il comportamento del dipendente anche online (molti rivendono, ad esempio, la merce sottratta all’azienda utilizzando i social o altri canali di vendita in rete);
  • installazione di telecamere nascoste all’interno dell’ambiente lavorativo, senza dover chiedere preventivamente un accordo sindacale o l’autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro. La videosorveglianza rientra infatti nei controlli difensivi che il datore di lavoro può mettere in atto anche grazie all’apporto di una agenzia investigativa autorizzata.
Infine, se la notizia del furto subìto dall’azienda è emersa, diffondendosi sui media, è importante richiedere all’agenzia investigativa delle indagini reputazionali, per verificare che non vi sia stato un danno all’immagine o per quantificarlo e provarlo.

Al termine delle succitate attività di indagine gli investigatori raccolgono le informazioni ottenute nel dossier investigativo, che potrà essere utilizzato dai dirigenti aziendali anche in sede di giudizio, oltre che rappresentare un report delle problematiche aziendali da risolvere.

Il furto aziendale, oltre a costituire un reato, è motivo di licenziamento per giusta causa, per il danno economico cagionato all’azienda e perché si tratta di una condotta che lede irrimediabilmente il vincolo di fiducia tra dipendente e datore di lavoro. Il comportamento del dipendente che deruba l’azienda, inoltre, alimenta inevitabilmente il rischio di emulazione da parte degli altri colleghi, peggiorando così le ripercussioni sull’immagine pubblica  e sui danni patrimoniali.


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