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FOTO DELL’AUTO DEL CONIUGE SOTTO CASA DELL’AMANTE: È UNA PROVA VALIDA?

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FOTO DELL’AUTO DEL CONIUGE SOTTO CASA DELL’AMANTE: È UNA PROVA VALIDA?
La sentenza n. 232 del 29/03/2021 del Tribunale di Pesaro ha trattato il caso di una donna che è riuscita a dimostrare l’infedeltà del marito grazie alle indagini svolte da un investigatore privato, ed in particolare grazie alle foto scattate dall’investigatore all’auto del marito, parcheggiata sotto l’abitazione dell’amante.
In pratica il detective incaricato di verificare la condotta del fedifrago, a seguito dell’attività di pedinamento e di appostamento, aveva riportato nel dossier investigativo tutti gli elementi atti a rilevare la permanenza dell’uomo all’interno dell’abitazione dell’amante, che era durata per tutta la notte.
Le immagini scattate anche all’autovettura hanno quindi rappresentato una prova importante dell’adulterio in atto in sede di giudizio, e come sappiamo l’infedeltà comporta l’addebito della separazione, se è stata la causa e non la conseguenza della crisi matrimoniale.
Bisogna inoltre considerare se il tradimento è stato occasionale o se si tratta invece di una vera e propria relazione parallela, e quindi è necessario documentarne la continuità.
Nel caso preso in esame, l’uomo è stato costretto ad ammettere di avere una relazione extraconiugale, decidendo di abbandonare la casa coniugale per intraprendere una convivenza con la nuova compagna.
L’art. 143 del codice civile sancisce anche l’obbligo di fedeltà tra i coniugi, e per fedeltà si intende non solo l’astenersi dall’avere rapporti sessuali con altre persone, ma il principio molto più ampio di lealtà e rispetto, tanto che il tradimento può essere anche virtuale o platonico.
A tal proposito è molto interessante la sentenza n. 21657/17 (in allegato), che cita a sua volta la Sentenza n. 8929 del 2013: “La relazione di un coniuge con estranei rende addebitabile la separazione ai sensi dell’art. 151 c.c., quando, in considerazione degli aspetti esteriori con cui è coltivata e dell’ambiente in cui i coniugi vivono, dia luogo a plausibili sospetti di infedeltà e quindi, anche se non si sostanzi in un adulterio, comporti offesa alla dignità e all’onore dell’altro coniuge”.
Il coniuge, quindi, va tutelato nella sua dignità, non solo a livello morale, ma anche nella sua reputazione e nei suoi rapporti sociali.
In conclusione è bene ricordare che le prove del tradimento, per essere ammissibili in giudizio, devono necessariamente essere state acquisite in modo lecito, ed è per questo che ci si rivolge alle agenzie investigative: perché sono autorizzate da Licenza Prefettizia.
Nelle cause di separazione, inoltre, i mezzi di prova vengono ritenuti validi se non contestati dalla controparte in maniera specifica, ma nella realtà è davvero molto difficile, se non impossibile, contestare le prove fornite dall’investigatore privato, le foto scattate e l’intero dossier redatto sull’indagine in maniera dettagliata. Il più delle volte si tratta infatti di evidenze incontestabili.

Scarica l'allegato
Sentenza 21657.pdf


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