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FIRSTNET AL FORUM DELLE RISORSE UMANE 2019: L’IMPORTANZA DELL’AGENZIA INVESTIGATIVA PER COMBATTERE IL FENOMENO DELL’ASSENTEISMO

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FIRSTNET AL FORUM DELLE RISORSE UMANE 2019: L’IMPORTANZA DELL’AGENZIA INVESTIGATIVA PER COMBATTERE IL FENOMENO DELL’ASSENTEISMO
Nella giornata di ieri, 14 novembre 2019, si è tenuta presso l’università IULM, l’annuale edizione del Forum delle Risorse Umane. Diversi gli argomenti su cui si è riflettuto, dal welfare aziendale, dai processi di recruitment alle relazioni sociali aziendali, dal rapporto con la tecnologia all’assenteismo.
Francesca Sabetta, A.D. di Poste Welfare Servizi, apre il forum lanciando l’hashtag #farebene e ricordando come il welfare sia una responsabilità delle risorse umane: stare bene è alla base del lavoro. Il benessere dei dipendenti influisce sul lavoro pertanto un buon sistema di welfare aziendale che sia in grado di sostenere i dipendenti e le loro famiglie porta l’intera azienda a stare meglio.
La mattinata prosegue con l’intervento di Gianluca Bonacchi, recruitment evangelist di Indeed che sottolinea l’importanza delle relazioni sociali sul luogo di lavoro. Secondo gli studi più recenti infatti, la carenza di relazioni umane influisce negativamente sulla salute al pari di fumo, ipertensione e obesità. Dato che il luogo di lavoro è, spesso, il luogo dove trascorriamo la maggior parte della nostra giornata è fondamentale stringere legami con i colleghi: il 78% dei dipendenti trascorre più tempo con i colleghi di lavoro che con la propria famiglia. Fondamentale dunque per le aziende favorire un ambiente aziendale sereno in cui i dipendenti hanno la possibilità di trasformare i colleghi in amici: circa il 70% dei lavoratori che affermano di avere amici nella stessa azienda si ritengono soddisfatti del proprio stipendio, rimangono più a lungo all’interno della stessa e dimostrano maggior fedeltà ad essa. Circa la metà dei dipendenti afferma che rinuncerebbe a un notevole aumento di stipendio se ciò significasse lavorare con persone o in un ambiente che non apprezza. Il Dott. Bonacchi sottolinea come i legami sociali si sviluppino a partire dal processo di reclutamento delle nuove risorse aziendali che deve essere il più umano possibile così da creare fin da subito uno stretto legame tra il candidato e gli altri dipendenti e dunque, l’azienda stessa.
La giornata continua con un workshop dal titolo “HR e Assenteismo. Analisi del fenomeno ed interventi operativi”. Mario Bassini, corporate human resources director per Askoll Holding, Silvia Boffo, responsabile HR per Ceccato Automobili e Valerio Vitolo, HR director per Findus si confrontano, con la mediazione di Cristina Sartori, investigatore privato, sul fenomeno dell’assenteismo analizzando alcuni dati provenienti da una ricerca avvenuta sottoponendo un questionario ad un campione di manager per le risorse umane.
Secondo lo studio in media il 4% dei dipendenti delle aziende ha messo in atto un comportamento scorretto. Al primo posto tra i comportamenti scorretti viene evidenziato il fenomeno dell’assenteismo, tradotto nell’abuso dell’utilizzo dei giorni di malattia e dei permessi previsti dalla legge 104. Seguono il mancato rispetto dell’orario di lavoro, episodi di furti e infedeltà.
La ricerca evidenzia, tuttavia, che solo sul 16% dei dipendenti scorretti individuati viene attuato un intervento disciplinare. D’altra parte, il 70% dei manager HR che individuano comportamenti scorretti in azienda agiscono in almeno un caso.
Il 60% dei manager HR, per intervenire sul dipendente scorretto, si avvale di un’agenzia investigativa che attraverso pedinamenti e appostamenti raccoglie le prove videofotografiche, sintetizzate successivamente in un dossier investigativo, dei comportamenti incompatibili con lo stato di malattia o che comunque rallentano la guarigione e dell’utilizzo improprio dei permessi previsti dalla legge 104/92 che consentono di assentarsi dal lavoro per assistere un familiare gravemente malato.
Il 44% dei manager intervistati in merito all’utilità del dossier investigativo esprime un voto da 9 a 10 mentre il 22% esprime un voto da 7 a 8. Oltre la metà dei manager, dunque, si dichiara soddisfatta del valore del lavoro dell’investigatore privato.
Nonostante il dossier investigativo costituisca una prova valida in giudizio, l’80% delle diatribe con i dipendenti vengono risolte con accordi stragiudiziali tra il lavoratore e l’azienda. Un dossier investigativo ben fatto è sufficiente per procedere con il licenziamento per giusta causa e scoraggiare il dipendente dal fare ricorso in Tribunale.
I manager presenti continuano la riflessione interrogandosi sui quali siano i campanelli d’allarme per sospettare di comportamento scorretto da parte di un dipendente. Oltre alle segnalazioni di altri dipendenti, ciò che spinge ad effettuare una verifica su un dipendente sono le continue e ripetute assenze brevi in concomitanza di weekend, ponti o festività. Vi sono dipendenti, ad esempio, che “casualmente” devono accompagnare la madre malata ad una visita sempre il venerdì o che vengono colpiti da raffreddori e bronchiti sempre nella settimana di Ferragosto, nei giorni precedenti al Natale o in concomitanza di importanti eventi sportivi.
Il workshop si conclude con i manager concordi nell’affermare l’importanza dell’intervento su un comportamento scorretto individuato: se rimane impunito fa passare il messaggio che all’azienda non importi dell’illecito, legittimandolo e favorendone l’imitazione da parte di altri dipendenti.


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