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FINGERE DI ESSERE SINGLE, ILLUDENDO L’AMANTE, È REATO

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FINGERE DI ESSERE SINGLE, ILLUDENDO L’AMANTE, È REATO Molto spesso i fedifraghi mentono sulla loro reale situazione sentimentale, omettendo di essere sposati o di avere dei figli. Così facendo commettono il reato di sostituzione di persona, e possono essere denunciati dalle vittime di queste gravi omissioni.
Infatti, secondo la sentenza n. 34800/2016, fingere di essere single è un reato, poiché la legge punisce chiunque si attribuisca un nome, uno stato o una qualità falsi. Dire quindi di essere celibi o nubili è illegale, e si rischia la reclusione fino ad un anno, ma solo se la vittima, ossia la persona che sporge denuncia, è davvero caduta in errore, senza mai aver scoperto o fortemente sospettato di essere di fronte ad una menzogna.

Nel caso preso in esame dalla Cassazione, un uomo sposato aveva fatto credere all’amante di essere single, e che l’avrebbe sposata. La donna ha quindi iniziato ad organizzare il matrimonio, avviando una convivenza con l’uomo, e a frequentare un corso prematrimoniale, scoprendo poi di essere incinta. Ma poiché l’uomo continuava a rimandare le nozze, la donna si è insospettita, indagando e scoprendo che l’uomo era sposato, e che anche la moglie era in attesa di un figlio. La donna ha quindi denunciato l’uomo.
Solo uno dei numerosi casi esistenti. Basti pensare a quanti, sui social network, falsano la realtà, creando un’identità ad hoc per poter incontrare nuove persone. Chi è dall’altra parte conosce dell’altro solo ciò che sembra, e non ciò che è, iniziando magari delle relazioni, basate sulle bugie.

Se la persona colpevole trae un qualsiasi tipo di beneficio dalla menzogna raccontata, che sia di tipo economico, sessuale o semplicemente affettivo, è legalmente perseguibile. Riportiamo infatti l’art. 494 c.p., che punisce il soggetto che “…al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio….induce taluno in errore sostituendo illegittimamente la proprio a l’altrui persona attribuendo a sé o ad altri un falso nome o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici…”.
Anche la poligamia è un reato, che sia stata consumata o anche solo tentata, se c’è la volontà di sposare un’altra persona. E non è così raro come sembra.

Ovviamente la vera vittima di questi comportamenti illeciti non è tanto la persona tratta in inganno, quanto il coniuge che è all’oscuro di tutto.
Per questo l’intervento di una agenzia investigativa è necessario, per la tutela della stabilità coniugale e familiare, scongiurando od evidenziando, attraverso prove concrete, condotte infedeli e cattive “abitudini”.


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