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ENNESIMA CONFERMA: IL DOSSIER DEL DETECTIVE PRIVATO VALE COME PROVA PER LA CASSAZIONE

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ENNESIMA CONFERMA: IL DOSSIER DEL DETECTIVE PRIVATO VALE COME PROVA PER LA CASSAZIONE La Corte Suprema si è espressa, confermando l’addebito della separazione al marito infedele, sulla base del dossier redatto dall’investigatore privato incaricato dalla moglie.
 
Il dossier redatto dall’investigatore privato, oltre alla sua testimonianza, vale come prova, in sede di giudizio. Lo riconferma la Cassazione, con ordinanza del 6 agosto 2020, n. 16735.
I giudici di Cassazione hanno rigettato il ricorso di un uomo al quale era stata addebitata la separazione grazie alle prove della sua infedeltà, raccolte dall’investigatore privato a cui la moglie aveva dato l’incarico.
 
L’uomo ha lamentato il fatto che il dossier non potesse costituire prova utile, ma per la legge non è così.
Il dossier infatti dimostrava dettagliatamente che l’uomo era stato infedele, ed è stato quindi depositato quale prova dalla moglie per ottenere l’addebito della separazione ed il mantenimento.
 
La Corte Suprema, oltre a legittimare l’iniziativa della moglie, sottolinea il valore probatorio della relazione investigativa, assurgendo a valore di prova piena (Cass. 24976/2017). I fatti esposti dal detective chiamato per testimoniare, oltretutto, non sono stati neanche contestati dalla controparte, che avrebbe dovuto fornire prova della crisi matrimoniale pregressa alla scoperta del tradimento.
 
Al marito sono state addebitate le spese del giudizio e all’ex moglie è stata assegnata la casa coniugale, nella quale vive con la figlia maggiorenne ma non ancora autonoma.
 
 
Fonte stopsecret.it
 
 

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Corte-di-Cassazione-sez.-I-Civile-ordinanza-30-gennaio--6-agosto-2020-n.-16735.pdf


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