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È il giorno di Windows 9, tra novità e ritorni ecco che cosa aspettarsi

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È il giorno di Windows 9, tra novità e ritorni ecco che cosa aspettarsi

L'appuntamento è fissato a San Francisco. Sul palco, al fianco delle ultime novità destinate al mondo enterprise, sfilerà Windows 9, nome in codice “Threshold”. Si tratta della quindicesima versione di Windows, la cui nascita risale a circa 30 anni fa, e verrà rilasciata come “technical preview” entro metà ottobre a produttori, aziende e sviluppatori. Lo sbarco ufficiale sul mercato è previsto entro la primavera prossima.

Il Ceo di Microsoft Satya Nadella, che ha fortemente voluto il cambio di pelle dell'azienda all'insegna del “tutto mobile e cloud”, prima dell'estate, prometteva un nuovo Windows più snello, integrato, per schermi di tutte le dimensioni. “Da tre sistemi operativi a uno solo” fu lo slogan dettato ai media; un'unica architettura per computer, smartphone, tablet e la console Xbox, con il vantaggio (per gli sviluppatori) di creare applicazioni universali.
 
Le novità di Windows 9 sono note e le apprendiamo dalle mille indiscrezioni al riguardo. Il ritorno del menu Start, che fonderà due mondi, quello dei programmi tradizionali con vista a menu e quello delle app accessibili attraverso le mattonelle animate, e l'assistente virtuale Cortana, l'alterego del Siri di Apple iOs (ma non ci sono certezze in tal senso) sono forse le più stimolanti. Il nuovo sistema operativo, di dice inoltre, sarà camaleontico, in grado cioè di adattarsi in modo dinamico ai dispositivi sui quali verrà installato, rinunciando alle “tile” là dove (pc desktop e anche portatili) l'utilizzo del mouse è ancora predominante. Parliamo di conseguenza di un salto in avanti quantico? Propendiamo per il no, anche se i bene informati asseriscono che Windows 9 è una sorta di ultima “major release” di Windows, che Microsoft farà via via evolvere con aggiornamenti minori.

Se Windows 9 sarà un sistema operativo di successo lo dirà la storia, una storia, quella del sistema operativo di Microsoft, costellata da grandi passi in avanti, da vendite boom ma pure da clamorosi flop. Il 1981 segnò il debutto sui personal computer (di Ibm) di MS-Dos, acronimo di Microsoft Disk Operating System. Era il primo passo tangibile del sogno diBill Gates: portare un computer su ogni scrivania e in ogni casa. A pilotare la macchina, a fare da collegamento tra hardware e software e da esecutore dei programmi informatici, arrivò lui, il sistema operativo. A cui bastarono pochi anni per cambiare subito pelle e nome: la versione 1.0 di Windows, il software delle finestre, si presenta ufficialmente al mercato il 20 novembre 1985.

Ed è la prima svolta: i comandi Dos vanno in pensione e lasciano spazio al mouse che, spostato sul piano di lavoro, consente di utilizzare gli elementi presenti nelle finestre, dentro i menu a cascata, nelle barre di scorrimento, nelle icone. È già il Windows che poi impareranno a conoscere milioni e milioni di persone, che già permette di tenere aperti più programmi (Paint, Windows Writer, Blocco note, Calcolatrice e Calendario i primi ad essere preinstallati) e di passare facilmente da uno all'altro.

Gli applicativi che poi hanno fatto la fortuna di Office (e guidato le operazioni alla scrivania in centinaia di migliaia di aziende), e parliamo naturalmente di Word ed Excel, arrivano a dicembre 1987, con la versione 2.8. Windows 3.0 (1990), invece, si ricorda soprattutto per i volumi di copie vendute: 10 milioni in due anni. Fu prodotto fino al 2011, ha regalato a Microsoft grandi soddisfazioni a livello di ricavi.

Il nuovo salto in avanti da segnare in rosso, dopo i primi esperimenti su Nt, è arrivato a metà anni ‘90: Windows 95 è diventato l'icona fra i sistemi operativi portando in dote una rinnovata interfaccia utente (finalmente degna di questo titolo) e il passaggio da un'architettura a 16 bit a una di tipo multitasking a 32 bit. Circa tre anni dopo fu sostituito da Windows 98. Che non costituì certo una rivoluzione. Se pochi si ricordano di Windows Me, tutti hanno avuto (e molti ce l'hanno tutt'ora) grande familiarità con Windows Xp (contrazione di “experience”), lanciato nell'ottobre del 2001. Questo sistema operativo segna uno spartiacque, per l'industria del computing, per un motivo fra i tanti: è il primo che coniuga funzionalità di tipo consumer (multimedia e messaggistica) ad altre di natura prettamente business (il desktop remoto, la crittografia dei file e il supporto del protocollo wireless 802.1x).

Il 2006, invece, è l'anno del prodotto “flop” per antonomasia della storia di Windows: Vista. Venne lanciato in sei diverse versioni, con i plus annunciati della maggiore sicurezza, di una nuova interfaccia utente (Aero) e del supporto delle architetture a 64 bit. Con Vista si materializza il primo intervento al pulsante Start, sostituito dall'icona multicolor di Windows. Nonostante le grandi premesse, non fu però mai pienamente accettato (a torto o a ragione) dall'utenza. Meglio ha sicuramente fatto Windows 7. Rilasciato sul mercato il 22 ottobre 2009, è l'ultimo sistema operativo di Microsoft della seconda era. Di Vista ha colmato il gap della compatibilità con applicazioni e hardware di terze parti e si può considerare un'innovazione software di tipo incrementale. Le sue virtù più apprezzate? Le prestazioni e il supporto multi-touch.

Arrivati al 2012, siamo al nuovo punto di svolta per Microsoft. Pressata dal successo di Apple e Google in campo mobile, il gigante nordamericano si gioca il “jolly” e con Windows 8 mette in tavola un sistema operativo completamente reinventato, dal chipset all'esperienza utente. A caratterizzarlo l'interfaccia completamente nuova, contrassegnata dalle mattonelle animate (le cosiddette “live tile”) e pensata sia per l'uso in modalità touch in stile tablet che con mouse e tastiera. Ancora oggi è croce e delizia per gli utenti: molti, soprattutto quelli attivi su computer privi di touchscreen, non hanno digerito la schermata Start, poi rivista con Windows 8.1, con le mattonelle a fare da porta di ingresso a contatti, file, app e servizi Web.

Che Otto abbia avuto e che abbia ancora oggi vita difficile lo conferma Windows RT, la versione concepita per i tablet motorizzati con i processori Arm. Il primo Windows moderno pensato per architetture non x86 è finito subito nell'angolo, meritandosi anch'esso l'appellativo di flop. Windows 8.1, per quanto migliore e più facile da usare del suo predecessore (vedi le opzioni di personalizzazione della schermata Start da sincronizzare su tutti i dispositivi e la rivisitazione del pulsante Start per passare dalla modalità desktop a quella a mattonelle), non ha ancora convinto del tutto. Nonostante le molte nuove app integrate e funzionalità (dalla ricerca alla connettività ai sistemi aziendali) superiori alla versione precedente.

Microsoft, però, ha intrapreso (coerentemente) una strada senza ritorno, all'insegna del touch e del paradigma cloud: vuole trasformare Windows in un software operativo universale, buono in salsa mobile come dentro i computer all in one con schermo da 25 pollici. Un centro di comando per app, documenti e servizi che girano su più device e dentro la nuvola. Windows 9, per certi versi, è un punto di arrivo, che pesca a piene mani nella sua storia. E quindi nel passato.

Articolo pubblicato su Nova24 Il Sole 24 Ore di domenica 28 settembre

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