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DIPENDENTI PUBBLICI: ASSENTEISMO E SCARSO RENDIMENTO CAUSANO IL LICENZIAMENTO

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DIPENDENTI PUBBLICI: ASSENTEISMO E SCARSO RENDIMENTO CAUSANO IL LICENZIAMENTO
La Pubblica Amministrazione si può avvalere delle agenzie investigative private per provare l’infedeltà dei dipendenti pubblici. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con sentenza n. 36954/2016, della quale abbiamo parlato in un nostro precedente articolo consultabile qui.
I recenti decreti della Pubblica Amministrazione stabiliscono anzi il licenziamento del dirigente che non monitori o faccia monitorare adeguatamente i suoi sottoposti. La Riforma Brunetta, introdotta nel 2001, permette il licenziamento nel settore pubblico, parificandolo al regime del settore privato (Art. 55 D. Lgs. n. 165/2001, modificato dal D. Lgs. n. 150/2009).
Anche il lavoratore pubblico, quindi, può perdere il lavoro, se commette un illecito o se non lavora abbastanza, e l’ennesima conferma arriva da una recente sentenza, la n. 11635 pubblicata il 4 maggio 2021 dalla sezione lavoro della Cassazione.
Il caso riguarda un dipendente pubblico della Asl di Foggia, licenziato a causa dei suoi lunghi periodi di assenza e per le ripetute violazioni degli orari lavorativi.
Se infatti i singoli episodi, in passato, non erano stati ritenuti idonei a ledere il rapporto di fiducia con il datore, il “protrarsi di una prestazione insufficientemente produttiva”, segnata dall’ennesima lunga assenza, ha causato il provvedimento disciplinare da parte dell’azienda.
I motivi che possono comportare il licenziamento del dipendente pubblico, e che possono essere dimostrati in sede di giudizio dalle indagini svolte dagli investigatori privati, sono:
•    Falsa attestazione della presenza in servizio (es. false timbrature dei cartellini);
•    Assenza per falsa malattia;
•    Rendimento insufficiente nell’arco del biennio, dovuto alla “reiterata violazione degli obblighi concernenti la prestazione”, come previsto dalla legge, dai contratti di lavoro (collettivi o individuali) e dai codici comportamentali;
•    Assenze ingiustificate per più di tre giorni (anche non continuativi) in un biennio, o per più di sette giorni negli ultimi dieci anni;
•    La mancata ripresa dell’attività lavorativa a seguito dell’assenza ingiustificata, entro il termine definito dall’amministrazione;
•    Il rifiuto ingiustificato del trasferimento disposto dall’amministrazione per esigenze di servizio;
•    Falsa documentazione in fase di assunzione o di progressione di carriera (es. falso titolo di studio);
•    Gravi condotte aggressive, moleste o minacciose sul luogo di lavoro;
•    Condanna penale definitiva che prevede l’interdizione dai pubblici uffici.
Ai precedenti motivi vanno ad aggiungersi gli ulteriori motivi di licenziamento per giusta causa “in tronco” e per giustificato motivo soggettivo.
I controlli da parte delle agenzie investigative hanno anche lo scopo di affiancare le Pubbliche Amministrazioni nell’adozione degli standard di performance, che richiedono il rispetto degli obiettivi di produttività riguardanti i singoli dipendenti, per valutarne il corso del rendimento, ed il monitoraggio dell’affidabilità dei dipendenti, poiché, ribadiamo, la responsabilità degli illeciti dei dipendenti ricade anche sui dirigenti, con conseguenze anche penali molto gravi.


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