ITALIANOINGLESE

Notizie
COSA ACCADE QUANDO IN UNO SLOGAN PUBBLICITARIO VENGONO INSERITI DEI MARCHI REGISTRATI?

Autore / Fonte:
COSA ACCADE QUANDO IN UNO SLOGAN PUBBLICITARIO VENGONO INSERITI DEI MARCHI REGISTRATI?

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8276 del 14 marzo 2022 (in allegato), si è espressa sul tema della tutela delle creazioni pubblicitarie e sull’originalità degli slogan che includono dei marchi registrati.

Come più volte confermato dalla giurisprudenza in materia, i claim o slogan pubblicitari sono considerati opera dell’ingegno se dotati di carattere creativo e originalità: «la creatività e l’originalità sussistono anche quando l’opera sia composta da idee e nozioni semplici, comprese nel patrimonio intellettuale di persone aventi esperienza nella materia propria dell’opera stessa, purché formulate ed organizzate in modo personale ed autonomo rispetto alle precedenti» (Cass. n. 24062/2017).

Ma cosa accade quando in uno slogan pubblicitario vengono inseriti dei marchi registrati?

Alla domanda risponde proprio la sentenza in esame: con precedente sentenza del 2018, la Corte di Appello di Firenze, in accordo con quanto deciso in primo grado, aveva respinto la richiesta di risarcimento del danno per illecito utilizzo del claim “500% FIAT”, sollevata contro FIAT dal soggetto che aveva registrato il claim presso la SIAE, accusando l’azienda di aver utilizzato lo slogan senza il suo consenso.

Il soggetto aveva presentato ricorso in Cassazione, rigettato per gli stessi motivi enunciati nella precedente sentenza dalla Corte d’Appello:

  1. l’inscindibilità dello slogan pubblicitario “500% FIAT” con il nome del modello (500) e con il nome del produttore (FIAT), con conseguente assenza di autonoma tutelabilità del claim;
  2. in ogni caso, quand’anche scindibile, l’assenza di creatività dello slogan, siccome non nuovo, per la presenza di precedenti slogan pubblicitari analoghi (“500% Joy”, “500% Unconventional”, “la praticità al 106 percento”) e non originale, in quanto priva di apporto creativo rispetto alla medesima ideazione delle precitate pubblicità utilizzate per altri modelli automobilistici.

Oltretutto, secondo la Cassazione, l’utilizzo nel claim di marchi particolarmente noti e ammirati dal pubblico è volto ad ottenere l’effetto di trascinamento connesso alla commercializzazione dei prodotti recanti lo stesso marchio. Una tecnica di marketing ormai diffusa riguarda non solo il coinvolgimento di persone fisiche che con la loro notorietà possono sponsorizzare un prodotto, ma anche l’utilizzo negli slogan di riferimenti essenziali alla notorietà del marchio cui alludono.

La Corte ha infine pronunciato un importante principio di diritto: “In tema di diritto di autore, la rivendicazione, ai sensi dell’art. 2 n. 4, della l. n. 633 del 1941 (legge sul diritto d’autore), del diritto di privativa per intervenuta registrazione di un messaggio pubblicitario (cd. slogan) postula che sia dimostrata l’originalità del creato, da escludersi in ipotesi di utilizzazione, nel medesimo messaggio, del riferimento a marchi già registrati e dotati di determinante capacità evocativa, sì che quel collegamento, per la sua forza evocativa autonoma, faccia venir meno la parte creativa del claim ed escluda l’elemento innovativo.”

Nella maggior parte dei casi, però, gli slogan che di fatto sono dotati di carattere creativo e di originalità, così come i marchi registrati, vengono utilizzati da aziende competitor per ottenere illecitamente dei vantaggi, integrando violazione del diritto d’autore.

Motivo per il quale in molti si rivolgono alle agenzie investigative autorizzate, e specializzate in Web Intelligence OSINT e SOCMINT, per tutelarsi legalmente, raccogliendo le prove dell’illecito di cui sono vittime, da utilizzare in giudizio in un possibile contenzioso.

Gli investigatori privati, in questi casi, procedono con la ricerca, raccolta ed analisi di dati e di notizie  tratte da fonti aperte, ovvero liberamente disponibili, per l’individuazione delle condotte integrate dal soggetto scorretto.

Tutte le informazioni raccolte all’interno della rete, data la natura mutevole di questa, vengono cristallizzate nel tempo tramite software specifici che permettono di conservare l’informazione anche qualora venisse cancellata.

Come possono intervenire gli investigatori privati, in questi casi?

  • Attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT, per l’analisi dei canali online dei soggetti coinvolti nell’illecito e per la raccolta di elementi utili a dimostrare l’illecito da fonti aperte e database.

Scarica l'allegato
Sentenza n. 8276 del 2022.pdf


Servizi associati a questa notizia

Richiedi informazioni su CONCORRENZA SLEALE