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COME DIFENDERSI DALLA CONTRAFFAZIONE

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COME DIFENDERSI DALLA CONTRAFFAZIONE Seimila brevetti in dieci anni. Il settore medico, con 437 progetti in un anno, è al primo posto per invenzioni tutelate in Italia. Secondo l’European Patent Office (Epo), dal 2010 l’Italia ha depositato ben 40mila idee innovative, 6mila delle quali utilizzano i robot.
Le Ket (Key enabling technologies), ossia le tecnologie che la Commissione Europea ha definito abilitanti, sono al centro dell’attenzione italiana da tempo, e comprendono “sistemi di produzione e servizi, processi, impianti e attrezzature associati, compresi automazione, robotica, sistemi di misurazione, elaborazione delle informazioni cognitive, segnali, elaborazione e controllo della produzione mediante sistemi di informazione e comunicazione ad alta velocità”.

La regione più impegnata in questo sviluppo tecnologico è l’Emilia Romagna, seguita da Lombardia, Piemonte e Toscana.
L’Italia ha anche un altro fiore all’occhiello, nel quale sta molto investendo: il Green. Ma è il settore medicale e quello degli imballaggi a registrare il maggior numero di brevetti, e subito a seguire i brevetti legati ai veicoli.
Il Sud Italia ha subito, invece, un calo nelle domande di brevetto rispetto a 10 anni fa, ma le città più attive restano Napoli e Bari.

Brevettare un prodotto, o un metodo, non basta per tutelarlo. La contraffazione di un brevetto si manifesta quando un terzo privo di autorizzazione produce, commercializza, importa o esporta prodotti o processi rispetto ai quali era stato in precedenza accordato un titolo brevettuale ad altro soggetto che è, per l’appunto, il proprietario. Si tratta di un illecito plurioffensivo, il che significa che con un solo atto di contraffazione si ledono, contemporaneamente, il diritto di esclusiva del proprietario e il diritto di concorrenza leale.
Chi utilizza un brevetto altrui come proprio infatti compie un atto di concorrenza sleale in particolare la cosiddetta “imitazione servile”, ossia l’imitazione totale, priva di caratteristiche differenti, del prodotto altrui.

Cosa deve fare il proprietario di un brevetto?
Il proprietario, quindi, deve vigilare sul proprio diritto di esclusiva. Spetta allo stesso titolare del diritto di esclusiva, infatti, individuare eventuali violazioni, anche soltanto potenziali, del prodotto o processo brevettato e, nel caso, agire dinanzi al giudice civile o penale per chiedere opportune tutele.
In sede civile, è possibile anzitutto procedere in via cautelare per ottenere dal giudice un provvedimento di “descrizione giudiziale”.

Al fine di provare che ci sia stata imitazione servile è necessario recuperare le prove dell’utilizzo illegittimo del brevetto. Verranno quindi svolte delle indagini per documentare l’utilizzo illecito del brevetto. Ad esempio mediante interventi, da parte di agenti investigativi, presso la sede dove avviene la produzione del prodotto contraffatto o presso le sedi commerciali dove avviene la vendita. A tal riguardo, si potranno effettuare anche degli acquisti programmati del prodotto contraffatto.
Tali prove saranno utilizzabili in sede giudiziaria, attivando gli organi competenti.  

È però importante ricordare che la contraffazione di brevetto non si può configurare se il brevetto non è stato registrato o se, dopo la registrazione, l’attività del presunto contraffattore era precedente al brevetto stesso.

Fonte: corrierecomunicazioni.it
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