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ASSENTEISMO DI MASSA AL CARDARELLI DI NAPOLI: 60 INDAGATI

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ASSENTEISMO DI MASSA AL CARDARELLI DI NAPOLI: 60 INDAGATI
Oltre 60 dipendenti dell’Ospedale Cardarelli sono stati ripresi dalle tele camere mentre timbravano il cartellino anche per colleghi che poi non si presentavano al lavoro. Tra essi vi sono anche due medici, uno pneumologo e un oncologo. Dai video emerge che numerosi dipendenti, dopo aver timbrato tre o quattro badge, si allontanavano dal posto di lavoro per tornarvi dopo ore o per non presentarsi più, lasciando i reparti sguarniti e inefficienti. Vi è una dipendente che addirittura mandava il figlio di 12 anni a timbrare il proprio badge. In seguito alle indagini sono stati inviati 62 avvisi di garanzia: oltre al licenziamento in tronco per i dipendenti furbetti viene ipotizzato il reato di truffa e la violazione della Legge Brunetta.
Tra gli indagati i settori più colpiti da questo assenteismo di massa vi sono il reparto centralinisti, il reparto di pneumologia e il reparto di oncologia, dal quale mancavano in media 8-9 dipendenti al giorno.
Le indagini si sono svolte tra il 2014 e il 2017, anno in cui il nosocomio ha installato il marcatempo a impronte digitali proprio per combattere questo fenomeno e per “consente di eliminare qualsiasi ombra di dubbio sul rigoroso rispetto degli orari di lavoro. Distinguendo chi ci mette l'anima da quanti credono di fare i furbetti” come afferma Anna Iervolino, commissario straordinario del Cardarelli. L’azienda ospedaliera, che ha già avviato i procedimenti disciplinari, si costituirà parte civile nel procedimento penale.
Il caso di Napoli non è tuttavia l’unico degli ultimi giorni. A Monopoli circa 45 dipendenti sono stati indagati in seguito ad un’inchiesta sulle timbrature del cartellino. Tra essi vi sono anche due primari e diversi medici. Oltre a coloro che facevano timbrare il cartellino ad amici, conoscenti o colleghi per poi presentarsi al lavoro diverse ore dopo vi è il caso eclatante di un’infermiera che faceva strisciare il proprio badge al parcheggiatore abusivo che sostava davanti all’ospedale. 13 di dipendenti sono già stati arrestati: i reati contestati sono truffa aggravata ai danni dello Stato, false attestazioni e certificazioni, falso ideologico in atto pubblico e peculato. Sarebbero 660 le ore sottratte all’ospedale.


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