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ANCHE IN AZIENDA SI PUO' ESSERE VITTIME DI STALKING: COME DIFENDERSI?

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ANCHE IN AZIENDA SI PUO' ESSERE VITTIME DI STALKING: COME DIFENDERSI?
È di questi giorni la notizia di un amministratore delegato di Torino arrestato per stalking. L’uomo, ceo di un’azienda di sistemi tecnologici, ha portato all’esasperazione una sua dipendente, che lo ha denunciato. L’uomo continuava a tartassarla di chiamate e messaggi, in qualsiasi ora del giorno e della notte, weekend compresi, la controllava, intralciava il suo lavoro e la denigrava. La donna, esausta e fortemente depressa, aveva preso un periodo di malattia, ma l’uomo le aveva fatto pervenire una lettera di licenziamento per giusta causa per "le insubordinazioni nei suoi confronti", provvedimento poi revocato dal socio dell'amministratore. Quando la donna era tornata in ufficio, però, aveva trovato la sua postazione senza pc e la porta del suo ufficio senza maniglia. La donna si era sentita male ed era stato chiesto l'intervento del 118. L'amministratore ha cercato di intralciare i paramedici che volevano soccorrerla, rendendo necessario l'intervento di una volante.

Lo stalking aziendale, o occupazionale, è un conflitto che nasce sul luogo di lavoro ma che, contrariamente al Mobbing o allo Straining che sono limitati al solo ambiente lavorativo, lo stalking aziendale viene messo in pratica anche nella vita privata della vittima. Spesso quindi è segno di un accanimento maggiore, lì dove il mobbing e lo straining non sono serviti a piegare la vittima alla propria volontà, e si decide quindi di interferire nella sua vita anche fuori dall’orario e dai luoghi di lavoro.

Perché si possa parlare di reato di “stalking” lo stalker deve compiere degli atti molesti e reiterati (per almeno una volta a settimana per più di tre mesi) volti a danneggiare la vittima, che subisce tali comportamenti come invadenti e non graditi, poiché messi in atto contro la sua volontà.

I dati dell’Osservatorio Nazionale Stalking riportano che il 15% degli atti persecutori ha luogo negli ambienti lavorativi e può verificarsi sia nelle grandi aziende che nelle piccole e medie imprese di provincia, nel 75% dei casi ad agire è un uomo e nel 25% una donna.
Come difendersi da questo tipo di stalking?

Per provare lo stalking è consigliabile conservare e produrre documenti e prove. Spesso, nei momenti di sconforto, messaggi, mail, lettere, possono essere distrutti o cancellati: tutti elementi che supportano un futuro procedimento giudiziario contro l’autore di reato. È consigliabile quindi rivolgersi ad una agenzia investigativa autorizzata, che sarà di supporto nella raccolta del materiale, documentando con foto e video ogni contatto con lo stalker, ed identificando lo stalker lì dove non fosse un conoscente della vittima.
 
Fonte biancolavoro.it
 


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